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La disfatta di Bassetti & Co. Ecco quanti (pochissimi) italiani hanno deciso di vaccinarsi. Numeri ridicoli

Pubblicato il 21/12/2023 18:40 - Aggiornato il 21/12/2023 19:27

Basta raffrontare i dati: o gli italiani sono divenuti di colpo, pressoché nella loro totalità, “complottisti” o “No vax”, oppure la gente, faticosamente ma finalmente, sta aprendo gli occhi in merito ai vaccini contro il Covid-19 e all’intera narrazione degli ultimi tre anni. E a nulla è servito lo spot targato Pfizer con Michele Placido, né i risibili “Open day” dei vaccini, e neppure il rinnovato clima di terrore che taluni, da Bassetti Burioni a Pregliasco, stanno tentando di instaurare: la nuova campagna vaccinale sta registrando un flop epocale, quantunque siano arrivati i miracolosi vaccini “aggiornati”. La media del calo a livello italiano è del 94,82% rispetto al 2022, anno che rispetto al 2021, a sua volta, ha conosciuto un calo attorno al 26%. D’altronde, forse qualcuno lo ha dimenticato, ma persino la stessa  Organizzazione mondiale della sanità, lo scorso 5 maggio, ha decretato il termine ufficiale dell’emergenza sanitaria. (Continua a leggere dopo la foto)
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La chiamano “Esitazione vaccinale”: i numeri

La chiamano “Esitazione vaccinale”, potremmo parlare anche di “buonsenso” in realtà, ad ogni modo, in accordo con i dati che riporta Il Giornale d’Italia, dal 2021 al 2023 – dato osservato nei primi 15 giorni di dicembre – si è passati dai 7.221.683 di vaccinazioni alle 374.431 di quest’anno. Un crollo vertiginoso che, come detto, rappresenta il 94,82% in meno. Mettendo a confronto regioni come Veneto, Lazio, Sardegna, Molise, Valle d’Aosta, Puglia, Marche, Campania, Calabria, Basilicata e Sicilia, la percentuale di “esitazione vaccinale” è ancora più alta. I numeri, dunque, illustrano un maggior scetticismo nelle regioni del Mezzogiorno, Sicilia in testa; seguono Basilicata, Calabria e Campania. Solo in Toscana la gente corre ancora a vaccinarsi, ma nemmeno tanto: anche lì la cosiddetta esitazione vaccinale conosce quasi un 90% di discrasia. Come abbiamo già scritto, gli italiani stanno disertando in massa il richiamo autunnale: un fallimento totale persino in quelle fasce d’età (over 60) e in quelle categorie – come i fragili e lo stesso personale sanitario – a cui era caldamente “consigliato”. Una più forte presa di coscienza in merito alla gravità degli effetti avversi, “malori improvvisi” compresi, e dei danni collaterali ha fatto il resto, senza citare i numerosissimi studi sulla inefficacia e sulla pericolosità dei vaccini. (Continua a leggere dopo la foto)
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Altri vaccini da buttare

Per riportare un esempio significativo, nei primi dieci giorni della campagna d’autunno, nel Lazio, si è (ri)vaccinato meno dell’1% dei sanitari della regione: 426 camici bianchi su circa 37mila tra medici, infermieri e operatori socio-sanitari. E stiamo parlando delle strutture pubbliche, perché se consideriamo anche i dipendenti delle strutture private arriviamo a percentuali, come si dice, da prefisso telefonico, o da “zero virgola”. In tutta Italia, nel complesso, nella fascia d’età degli ultraottantenni gli immunizzati sono soltanto l’8,9% sul totale; nella fascia 12-59, invece, sono appena 184.790 – un misero 0,5% – coloro che hanno inteso farsi inoculare la quinta dose. Ora, è facile presumere che, oltre al danno economico stimato sinora in 955 milioni di euro, i tantissimi vaccini inutilizzati e che verranno buttati assesteranno un altro colpo alle finanze pubbliche.

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