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“Buttati 4 miliardi di euro!” Arriva il conto dell’isteria pandemica e gli italiani (e gli europei) pagano

Pubblicato il 19/12/2023 17:43

A un rapido calcolo ammonta a ben 955 milioni di euro la spesa per dei vaccini che sono stati buttati, nella sola Italia: il nostro Paese si piazza sul podio – virtuale e invero poco ambito – tra quelli che hanno dovuto cestinare più dosi del vaccino contro il Covid-19, per la precisione 50 milioni di dosi. Peggio di noi solo la Germania, che ha sprecato 83 milioni di dosi. Nel complesso, 215 milioni di dosi di vaccini, acquistati dai paesi dell’Unione europea al culmine della pandemia, sono stati cestinati, e il danno economico – un altro danno collaterale del virus, potremmo dire – si aggira attorno ai 4 miliardi di euro. Tralasciamo il fatto che l’acquisto di gran parte della fornitura vaccinale è avvenuto secondo procedure poco ortodosse, come i ben noti (ma non nel contenuto) Sms segreti tra Ursula von der Leyen e il Ceo di Pfizer, Albert Bourla, e tralasciamo persino le vergognose pretese di Pfizer verso Polonia e Ungheria, che giustamente vorrebbero rinegoziare le spese talmente ingenti per dei vaccini oramai inutili. Concentriamoci, invece, sui nostri sprechi. (Continua a leggere dopo la foto)
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Lo spreco in Italia

In accordo con i dati disponibili da Politico e ripresi da Il Giornale d’Italia, i Paesi dell’Unione europea hanno scartato una media di 0,7 vaccinazioni per ogni membro della loro popolazione. Questo significa che l’8% delle dosi acquistate nel 2021, a seguito della trattativa segreta della baronessa von der Lyen, sono andate sprecate e così i soldi di tutti i contribuenti europei. I calcoli si basano su numeri provenienti da 19 Paesi comunitari, Italia compresa. Paesi costretti ad acquistare dosi di vaccino anche quando la pandemia si è attenuata, anche quando addirittura l’Organizzazione mondiale della sanità ha decretato, già dal 5 maggio scorso, il termine dell’emergenza pandemica. Il contratto più oneroso è stato proprio quello del 2021, per l’acquisto di 1,1 miliardi di dosi da Pfizer/BioNTech. Di tutto ciò, anche di tutto ciò, dovrebbe occuparsi la commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione della emergenza Covid, quantunque parta già “azzoppata” da mille distinguo e autorevoli prese di distanza. L’arrivo dei vaccini  “aggiornati” ha contribuito a far sì che nessun italiano volesse più quei 20 milioni di vecchie fiale calibrate sulla vecchia versione del virus. Il contratto è già stato rinegoziato dalla Commissione europea, sotto la pressione dei Paesi dell’Ue che soffrono di un eccesso di vaccini, particolarmente i Paesi dell’Europa orientale. (Continua a leggere dopo la foto)
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Gli altri Paesi della Ue

Nel 2021 i vaccini hanno permesso a Pfizer di raddoppiare i ricavi portandoli a 81 miliardi di dollari. Ancora Pfizer nel solo 2022 ha registrato oltre 31 miliardi di profitti. Ma, forse, ai signori di Big Pharma pare ancora troppo poco. Sia la Polonia sia l’Ungheria hanno smesso di accettare vaccini e, com’è noto, sono state denunciate da Pfizer per mancato pagamento. La multinazionale ha intimato al governo di Budapest il pagamento di 60 milioni di euro, per 3 milioni di dosi di vaccino, mentre al governo della Polonia chiede qualcosa come 1,2 miliardi di euro per il mancato pagamento di 60 milioni di dosi. Una buona notizia, invece, giunge dalla Romania, ove due pubblici ministeri hanno chiesto di revocare l’immunità all’ex Primo Ministro, Florin Cîțu, e a due ex ministri della Sanità, sostenendo che gli acquisti eccessivi di vaccini hanno causato danni per oltre 1 miliardo di euro allo Stato. E in Italia? Silenzio, come sempre. Frattanto, Conte si atteggia a leader e Speranza ancora pontifica dagli scranni di Montecitorio.

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