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“L’Europa ha fallito”: il cancelliere tedesco Merz contro l’UE

Pubblicato il 17/05/2026 11:57

Merz attacca l’UE davanti alle élite mondiali: “Crescita zero e troppa burocrazia”

Parole pesantissime, pronunciate non da un oppositore euroscettico o da un leader populista, ma dal cancelliere della Germania, il Paese simbolo dell’Unione Europea e della sua economia.

Durante un intervento pubblico ad Aquisgrana, davanti a rappresentanti istituzionali, economisti ed élite internazionali, Friedrich Merz ha lanciato un attacco durissimo contro l’attuale modello europeo, parlando apertamente di sprechi, iper-regolamentazione e incapacità di crescere.

“Abbiamo sprecato un potenziale incredibile”, ha dichiarato il leader tedesco. Poi la frase che sta facendo esplodere il dibattito politico e mediatico in tutta Europa: “Siamo diventati campioni mondiali di over-regulation e crescita zero”.

Parole che arrivano in un momento estremamente delicato per Bruxelles, tra crisi energetica, rallentamento economico, tensioni geopolitiche e sempre più critiche interne alle politiche dell’Unione.

Il duro attacco di Merz all’Europa

L’intervento del cancelliere tedesco è avvenuto durante la cerimonia del Premio Carlo Magno assegnato all’ex presidente della BCE Mario Draghi, autore del discusso rapporto sulla competitività europea.

Nel suo discorso, Merz ha sostenuto che l’Europa non può più affrontare le sfide del XXI secolo con strumenti economici e politici vecchi di decenni. “Non possiamo affrontare le sfide del 21° secolo con un bilancio del 20° secolo”, ha dichiarato.

Secondo il cancelliere, l’Unione Europea avrebbe mantenuto per troppo tempo strutture economiche inefficienti, continuando a puntare su redistribuzione, sussidi e burocrazia invece che su competitività, innovazione e difesa.

“Più di due terzi dei fondi europei finiscono in redistribuzione e sussidi”, ha detto Merz, chiedendo una riforma radicale del bilancio europeo.

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“L’Europa è bloccata dalla sua stessa burocrazia”

Dietro le parole del cancelliere tedesco c’è un malessere che negli ultimi anni sta crescendo anche dentro le istituzioni europee. Sempre più governi lamentano un eccesso di regolamentazioni, vincoli ambientali, procedure burocratiche e limiti economici che starebbero rallentando la crescita industriale del continente.

Merz ha parlato apertamente della necessità di “modernizzare profondamente” l’UE, sostenendo che l’attuale struttura rischia di far perdere all’Europa la competizione globale contro Stati Uniti e Cina.

Secondo il cancelliere, Bruxelles avrebbe sprecato anni preziosi senza riuscire a completare davvero il mercato unico europeo, lasciando frammentati settori strategici come energia, tecnologia e difesa.

Un concetto ribadito anche da Mario Draghi e da Christine Lagarde, che negli ultimi mesi hanno più volte avvertito sul rischio di un progressivo declino economico europeo.

La crisi energetica e le polemiche sulle politiche green

Le dichiarazioni di Merz arrivano mentre in Europa continuano le polemiche sulle politiche energetiche e ambientali dell’Unione. Negli ultimi anni Bruxelles ha spinto fortemente sulla transizione ecologica, imponendo limiti alle emissioni, nuove direttive energetiche e restrizioni sui consumi.

Misure che però, secondo molti governi e imprenditori, avrebbero avuto effetti pesanti sull’industria europea e sul costo della vita.

Le critiche si sono intensificate soprattutto dopo la crisi energetica esplosa con la guerra in Ucraina, che ha messo in difficoltà imprese e famiglie in molti Paesi membri.

Negli ultimi mesi hanno fatto discutere anche alcune raccomandazioni della Commissione Europea sul risparmio energetico, interpretate da parte dell’opinione pubblica come l’ennesimo simbolo di un’Europa troppo distante dalla realtà quotidiana dei cittadini.

Il no tedesco al debito comune europeo

Nonostante le critiche al sistema europeo, Merz ha però respinto con forza l’idea di aumentare ulteriormente il debito comune dell’UE per finanziare nuovi investimenti.

“L’eccessivo indebitamento minaccia la sovranità e limita la capacità di agire”, ha dichiarato il cancelliere tedesco, prendendo posizione contro la proposta sostenuta da alcuni governi europei, tra cui la Francia di Emmanuel Macron.

Secondo Berlino, l’Europa dovrebbe puntare prima di tutto a riformare la propria struttura economica e a ridurre sprechi e inefficienze interne, senza continuare ad accumulare nuovo debito.

Le reazioni e il dibattito politico

Le parole di Merz stanno provocando reazioni fortissime sui social e nel mondo politico europeo. Molti utenti hanno interpretato il discorso come una vera e propria ammissione di fallimento da parte del leader della principale economia europea.

Altri invece sostengono che il cancelliere abbia semplicemente espresso pubblicamente ciò che molti governi pensano ormai da tempo: un’Europa troppo lenta, burocratica e incapace di competere con le grandi potenze mondiali.

In Germania il dibattito è già esploso. Da una parte chi considera le parole di Merz una necessaria sveglia per Bruxelles, dall’altra chi teme che attacchi così duri possano alimentare ulteriormente sfiducia e tensioni interne all’Unione.

Una cosa però appare chiara: il messaggio arrivato da Berlino è uno dei più duri mai pronunciati da un cancelliere tedesco nei confronti dell’attuale assetto europeo.