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Il triste record delle morti sul lavoro: sono già 185, più che nel 2020

Un dramma di cui nessuno parla, lontano dai giornali e dai tg che da mesi martellano soltanto sull’emergenza Covid e sulla necessità di adottare restrizioni per contrastarla. Dimenticandosi, nel frattempo, di un’emergenza a sua volta molto più che attuale, quella delle tante persone che ancora oggi, in Italia, perdono la vita sul posto di lavoro. Gli ultimi dati sono terribili: nei primi tre mesi del 2021, nonostante la pandemia, il numero dei decessi registrati è in crescita in quasi tutte le Regioni italiane con 185 vittime, 19 in più del 2020.

Il triste record delle morti sul lavoro: sono già 185, più che nel 2020

A guidare la triste classifica nazionale dei morti sul lavoro è così la Lombardia, con 22 vittime nel periodo che va da gennaio a marzo 2021. A seguire Campania (18), Lazio (16), Emilia Romagna (15), Piemonte (14), Veneto (11), Puglia (10), Abruzzo (9), Toscana (8), Calabria e Sicilia (6), Molise (5), Trentino Alto Adige (4), Umbria, Friuli Venezia Giulia, Liguria e Marche (2), Basilicata e Sardegna (1).


Per quanto riguarda invece l’incidenza di mortalità sulla popolazione lavorativa, il primato spetta al Molise con un indice di 47,7 contro una media nazionale pari a 6,7. Seguono Abruzzo (18,3) e Calabria (11,2). Le province in cui si muore di più in occasione di lavoro in Italia sono Napoli e Roma (9 decessi)., seguite da Milano (7), Bologna, Brescia e Torino (6) e Salerno (5).

Per quanto riguarda i settori dove si registrano il maggior numero di decessi, al primo posto ci sono le costruzioni (21), poi attività manifatturiere (14), commercio e riparazioni di veicolo (13), trasporto e magazzinaggio (7). La fascia d’età delle vittime è tra i 45 e i 64 anni, con 23 donne che hanno già perso la vita dall’inizio dell’anno. Un’emergenza che si somma a quella sanitaria. Ma di cui nessuno, tristemente, sembra interessarsi.

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