
Il decreto fiscale 2026 è legge: cosa prevede
Il decreto fiscale 2026 (decreto n. 38/2026) è legge. La Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva il testo il 20 maggio 2026 con 132 voti favorevoli e 81 contrari, dopo che il governo aveva posto la questione di fiducia. Il provvedimento era già stato licenziato dal Senato la settimana precedente e la Camera lo ha convertito senza modifiche.
Si tratta di un decreto omnibus che tocca più ambiti: dalla rottamazione delle cartelle al concordato preventivo biennale, dalla tassa sui pacchi ai pagamenti della pubblica amministrazione ai professionisti, fino a interventi su Iva, dividendi e iperammortamento.
Cosa sappiamo finora
- Il decreto fiscale n. 38/2026 è stato approvato in via definitiva dalla Camera il 20 maggio 2026 con 132 sì e 81 no
- La rottamazione quinquies viene estesa ai tributi locali: Imu, Tari, multe stradali e rette scolastiche affidati all’agente della riscossione tra il 2000 e il 2023
- La scadenza per aderire al concordato preventivo biennale slitta dal 30 settembre al 31 ottobre 2026
- La tassa sui pacchi extra Ue di valore inferiore a 150 euro è rinviata al 30 giugno 2026; dal 1° luglio entrerà in vigore il dazio europeo da 3 euro sugli stessi prodotti
- La stretta sui pagamenti Pa ai professionisti scatterà dal 15 giugno solo per chi ha debiti fiscali iscritti a ruolo per almeno 5.000 euro
- Viene ripristinato il vecchio regime sulla participation exemption (PEX) e sui dividendi, eliminando i limiti introdotti dalla legge di Bilancio 2026
- Il contributo per la Transizione 5.0 sulle fonti rinnovabili non concorre alla formazione del reddito imponibile ai fini Ires e Irap
- Esclusa dalla tassazione Irpef la posizione dei marittimi residenti in Italia che trascorrono più di 183 giorni all’anno su navi battenti bandiera estera
- Eliminata la clausola sull’origine europea dei beni per l’iperammortamento: le imprese potranno ora acquistare beni anche fuori dal mercato Ue mantenendo il beneficio fiscale
- L’estensione dello stop al telemarketing aggressivo alle compagnie telefoniche non ha trovato spazio nel testo per difetto di omogeneità
Rottamazione quinquies: Imu, Tari e multe stradali
La novità più attesa per i contribuenti è l’estensione della rottamazione quinquies ai tributi locali. Potranno rientrare nella definizione agevolata i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione da Comuni e Regioni tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, inclusi Imu, Tari, multe stradali e rette scolastiche. Per le multe lo sconto non riguarda la sanzione principale, ma interessi e oneri aggiuntivi.
L’adesione non è automatica: ogni ente locale deve deliberare entro il 30 giugno 2026 se partecipare alla misura. I debitori potranno presentare domanda telematica dal 16 settembre al 31 ottobre 2026, con primo versamento fissato al 31 gennaio 2027, in un’unica soluzione oppure in 54 rate bimestrali con tasso annuo del 3%. Introdotto anche un periodo di tolleranza di cinque giorni per alcune scadenze, per evitare che piccoli ritardi causino la perdita automatica dei benefici.
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Concordato preventivo biennale: più tempo e soglie differenziate
Per le partite Iva che vogliono aderire al concordato preventivo biennale per il periodo 2026-2027, la scadenza slitta dal 30 settembre al 31 ottobre 2026. Il decreto introduce anche soglie di incremento differenziate per i contribuenti con indici ISA più bassi — cioè quelli ritenuti meno affidabili dal Fisco: chi ha un punteggio tra 6 e 8 dovrà dichiarare un reddito superiore del 30% rispetto all’anno precedente, chi ha un punteggio inferiore a 6 del 35%. In cambio, otterranno uno sconto sulle imposte effettivamente dovute.
Tassa sui pacchi e dazi Ue: il nodo dal 1° luglio
La tassa da 2 euro sui piccoli pacchi (fino a 150 euro) provenienti da Paesi extra Ue — introdotta dalla legge di Bilancio 2026 — resta sospesa fino al 30 giugno 2026, per consentire all’Agenzia delle Dogane di adeguare i sistemi informatici. Dal 1° luglio entrerà però in vigore il dazio europeo da 3 euro sugli stessi prodotti: come i due prelievi si coordineranno resta ancora da definire. Molti analisti ipotizzano che la tassa nazionale verrà assorbita o coordinata con la nuova barriera doganale comunitaria.
Pagamenti Pa: soglia a 5.000 euro per i professionisti
Dopo le pressioni delle categorie professionali, viene allentata la stretta originariamente prevista dal 15 giugno sui pagamenti della pubblica amministrazione. L’obbligo di compensazione tra i crediti vantati dai professionisti e gli eventuali debiti fiscali iscritti a ruolo scatterà solo se le cartelle non pagate superano complessivamente 5.000 euro. Sotto quella soglia, i pagamenti potranno avvenire senza blocchi amministrativi.
Le altre misure: dividendi, iperammortamento, marittimi
Il decreto contiene anche una serie di correttivi tecnici rilevanti. Viene ripristinato il regime di esclusione del 95% per i dividendi e la participation exemption, eliminando i limiti introdotti dalla manovra (soglia del 5% di partecipazione o 500.000 euro di valore). L’iperammortamento perde il vincolo di origine europea dei beni: le imprese potranno acquistare tecnologia anche fuori dall’Ue mantenendo il beneficio, per investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Per i marittimi italiani che lavorano su navi estere per più di 183 giorni all’anno scatta l’esclusione dall’Irpef. Per gli atleti dilettanti, i premi fino a 300 euro complessivi sono esenti da ritenuta fino al 31 dicembre 2026.
Cosa cambia adesso
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il decreto entra in vigore a tutti gli effetti. I contribuenti interessati alla rottamazione dei tributi locali dovranno monitorare le delibere dei propri Comuni entro giugno. Le partite Iva hanno tempo fino al 31 ottobre per valutare il concordato. I professionisti con crediti verso la Pa possono tirare un sospiro di sollievo sulla soglia dei 5.000 euro. Sul fronte dei pacchi, l’attenzione è tutta sull’intreccio tra normativa nazionale e dazi europei che entrerà in vigore il 1° luglio.
