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Polizia nel ritiro della Nazionale, indagati Zaniolo e Tonali: il caso che scuote il mondo del calcio

Pubblicato il 13/10/2023 08:15

Un caso che sta scuotendo il mondo del calcio e che rischia di allargarsi a macchia d’olio nei prossimi giorni, quello delle scommesse effettuate da alcuni tesserati. La vicenda era iniziata con le indagini sullo juventino Nicolà Fagioli, finito nel mirino della Procura di Torino con l’accusa di “scommesse illegali su piattaforme illegali”. Nelle ore successive, il primo colpo di scena: l’ex agente fotografico Fabrizio Corona aveva annunciato rivelazioni clamorose: “Su Telegram ho pubblicato tutta l’inchiesta legata a Fagioli. Oggi alle 16 faccio i nomi di due calciatori che giocano in Nazionale e pubblico le prime prove. Entro un mese scoperchio tutta l’inchiesta”. Poco dopo, la polizia è arrivata a Coverciano, dove gli Azzurri erano in ritiro, per incontrare Nicolò Zaniolo e Sandro Tonali. (Continua a leggere dopo la foto)
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polizia nazionale zaniolo tonali

Anche Tonali e Zaniolo, come Fagioli, sono coinvolti nel caso scommesse: i due calciatori sono stati raggiunti dalla Digos di Firenze e dalla polizia di Torino. Ad accompagnarli il capo-delegazione Gianluigi Buffon, come ricostruito da Repubblica. Le forze dell’ordine hanno notificato ai due un avviso di garanzia. Successivamente hanno lasciato il ritiro, dopo aver ricevuto l’ok da parte della Federazione. (Continua a leggere dopo la foto)

polizia nazionale zaniolo tonali

Il timore è che possano spuntare i nomi di altri calciatori coinvolti nella vicenda, allargando così ulteriormente lo scandalo. Sempre Fabrizio Corona aveva infatti chiarito: “Quello della ludopatia è un male che colpisce molti più atleti di quanto si sia detto fino ad oggi. Nelle prossime settimane ne vedremo delle belle”. (Continua a leggere dopo la foto)

polizia nazionale zaniolo tonali

Ai calciatori è proibito scommettere sulle partite della propria disciplina, in questo caso il calcio. Oltretutto, è possibile che le puntate siano state effettuate attraverso piattaforme illegali. I dettagli dell’inchiesta saranno chiariti soltanto nelle prossime ore: il rischio, per gli atleti coinvolti, è quello di una squalifica fino a tre anni.

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