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Affitti brevi e B&b, annunciata la stretta: cosa cambia per i proprietari di appartamenti che affittano a turisti

Pubblicato il 20/04/2023 08:23
affitti brevi Santanché

Se da una parte si può esultare per la netta ripresa del settore turistico, dopo il dramma vissuto per la gestione Covid di Conte, Draghi e Speranza, dall’altra c’è da drizzare le orecchie per la stretta sugli affitti brevi annunciata dalla ministra del Turismo Santanché. Il governo è infatti intenzionato a intervenire con nuove regole, perché “il far west deve finire”, come ha tuonato la ministra. Gli interventi saranno mirati a evitare l’eccessiva diffusione dei b&b soprattutto in alcune zone e alcuni edifici delle grandi città. “Penso – spiega Santanché – che bisogna anche riflettere bene sulle specificità della nostra nazione, ad esempio ai piccoli borghi. In Italia sono oltre 5.600 e lì strutture alberghiere non ce ne sono, quindi sono importanti gli affitti brevi”. Ci saranno delle eccezioni, dunque. Sì, ma cosa cambierà? (Continua a leggere dopo la foto)
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Santanché ha poi dovuto rassicurare tutti, specificando che non si impedirà di certo alle famiglie di affittare una stanza o un appartamento, “ma bisogna inserire paletti per chi gestisce decine di appartamenti”. Intanto sul tema dovrebbe intervenire anche – e ti pareva – l’Ue. La ministra ha anche avviato un tavolo con le associazioni di categoria per capire come muoversi e che tipo di regole andare a definire. E annuncia che presto verrà fatta una mappatura degli affitti brevi per capire quanti sono. Una volta fatto questo, una delle proposte che viene presa seriamente in considerazione è quella del sindaco di Bologna: autorizzare gli affitti brevi sopra i 90 giorni l’anno con delle licenze da rinnovare ogni cinque anni. Considerando anche le zone delle città per cui emettere queste autorizzazioni. (Continua a leggere dopo la foto)
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affitti brevi Santanché

Confedilizia a Santanché: “No a nuove regole per affitti brevi”

Se da una parte la ministra Santanché e i sindaci sembrano dunque procedere all’unisono, Confedilizia e altre 12 organizzazioni del settore hanno invece protestato. Come spiega QuiFinanza, sono sì d’accordo col sistemare la normativa vigente, però chiedono anche di non creare nuove regole e di abrogarne due. “La prima è quella che permette al comune di Venezia di limitare gli affitti brevi nel centro storico, mentre la seconda è quella che trasforma il proprietario che ricorre agli affitti brevi per più di quattro appartamenti in imprenditore”.
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Ci sono, poi, anche altre proposte per gli affitti brevi rivolte alla ministra Santanché e al governo: “La riduzione a un unico adempimento a carico del proprietario della comunicazione alla questura sui dati e le informazioni richieste; uniformare a livello nazionale tutte le regole attualmente esistenti a livello regionale e comunale; infine attivare il Codice identificativo nazionale, introdotto nel 2019 ma ancora non operativo”.

Aggiornamento: nel mese di settembre è uscita una seconda bozza con ulteriori cambiamenti. Puoi leggere QUI tutte le novità.

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