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“Le foto con Berlusconi…” Baiardo, scoop di Report sugli incontri con i Graviano (VIDEO)

Pubblicato il 22/05/2023 20:17 - Aggiornato il 30/09/2023 08:16

Si torna a parlare di Salvatore Baiardo, l’uomo della “profezia” sull’arresto di Matteo Messina Denaro e poi ospite quasi fisso nella trasmissione di Massimo Giletti, Non è l’Arena, improvvisamente sospesa dalla rete di Urbano Cairo, così come è saltata anche la trasmissione riparatrice annunciata da Enrico Mentana. Si è a lungo vociferato sulle fotografie che sarebbero dovute esser mostrate nella puntata mai andata in onda, tre scatti che “farebbero crollare giù il Paese” e che, come oramai è noto ai più, benché al momento parliamo di foto fantasma, ritrarrebbero Silvio Berlusconi con Giuseppe Graviano – alias Madre Natura – e il generale Delfino. Ovvero con uno dei due fratelli appartenenti all’ala stragista di Cosa Nostra, oggi al 41 bis entrambi, e dei quali il Baiardo era il favoreggiatore della latitanza (dorata); e con il generale dei carabinieri Francesco Delfino, oggi scomparso, uomo che ha fatto capolino in tanti misteri d’Italia e che fu dirigente del Sismi. Ancora Baiardo dinanzi ai pm di Firenze Luca Tescaroli e Luca Turco ha, poi, smentito di essere in possesso di queste tre foto, mentre Massimo Giletti ha dichiarato agli stessi magistrati: “Baiardo mi fece vedere una foto di Berlusconi con Graviano”. Nel verbale il conduttore televisivo ha detto ai pm che indagano a Firenze che lo scatto fu “rubato”, cioè fatto di nascosto. Mentre l’ex favoreggiatore dei fratelli Graviano ha subito una perquisizione a marzo: senza alcun esito. Come anticipa Il Fatto Quotidiano, dunque stasera ritroveremo in Tv il profetico Baiardo, sebbene in un’altra trasmissione, Report su Rai Tre, e benché ripreso di nascosto: la procura di Firenze (che indaga sulle stragi del 1993) ha già acquisito il video, come si legge su La Verità, giacché il misterioso gelataio/fiancheggiatore, come sempre, si è lasciato andare a svelare segreti altresì inconfessabili. (Continua a leggere dopo la foto)
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Le “confessioni” a Report

Chissà se mai sapremo se le mosse di Salvatore Baiardo siano eterodirette, di certo è che in molti stasera guarderanno Report con un certo interesse. Ripreso a sua insaputa, dunque, Baiardo ha ammesso a Paolo Mondani di Report che le polaroid, da lui stesso scattate, sarebbero almeno tre e ritrarrebbero Berlusconi, Giuseppe Graviano e il generale Delfino seduti a un bar sul lago d’Orta, nell’estate del 1992, poco tempo dopo la morte di Paolo Borsellino. Ancora Il Fatto Quotidiano anticipa che sempre Baiardo ha affermato “Nel ’92, era in ballo la nascita di Forza Italia”. Va detto che circa l’attendibilità del Baiardo, più che sui precedenti penali, gravano le sue dichiarazioni piuttosto incoerenti, anzitutto sulle foto che ha negato di possedere davanti ai magistrati, ma che avrebbe fatto “intravedere” a Giletti e delle quali ha parlato anche con il giornalista di Report. Risale al 2 marzo il colloquio tra i due e Salvatore Baiardo ha lasciato cadere lì: “E se non va tutto come deve andare nel libro usciranno le foto”. Il libro in questione si intitola “Le Verità di Baiardo”. Ad ogni modo, i magistrati di Firenze continuano a indagare sui mandanti esterni delle stragi sul continente nel 1993, che seguirono quelle sull’isola del 1992 e segnarono un passaggio storico anche nella vita politica italiana, gravida di profondi mutamenti dopo la concomitante tempesta di Tangentopoli e la fine della cosiddetta Prima Repubblica. (Continua a leggere dopo la foto)
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baiardo foto berlusconi graviano

Mafia e massoneria

Stasera, nella stessa trasmissione, ci sarà anche la testimonianza di un funzionario di polizia giudiziaria a riguardo dei rapporti tra la massoneria e la mafia. Egli sostiene che Giuseppe Tumbarello, il medico massone che ha curato Messina Denaro, fosse una fonte dei Servizi segreti. E ritorna, dunque, l’anomalia della cattura del boss di Castelvetrano, profetizzata da Salvatore Baiardo; linoltre sempre secondo le prime indiscrezioni, il funzionario di polizia tornerà sull’appoggio e le soffiate che proprio Matteo Messina Denaro avrebbe ottenuto durante trent’anni di latitanza.

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