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Giletti, ecco perché hanno chiuso la sua trasmissione. Cosa dicono i giudici (la FOTO compromettente)

Pubblicato il 30/09/2023 08:15 - Aggiornato il 30/09/2023 08:53

“Dev’essere arrestato”. Il tribunale del riesame di Firenze ha accolto la richiesta fatta dalla procura di Firenze sulla richiesta di arresto per Salvatore Baiardo, accusato di calunnia nei confronti del giornalista Massimo Giletti e del sindaco di Cerasa Giancarlo Ricci. Come spiegato da Repubblica, il caso è incentrato sulla presunta foto, di cui non c’è ancora prova, che ritrarrebbe l’ex premier Silvio Berlusconi insieme a Giuseppe Graviano e al generale dei carabinieri Francesco Delfino. Uno scatto del quale proprio Baiardo aveva parlato a Giletti, all’epoca dei fatti conduttore del popolare programma su La7 Non è L’Arena, salvo poi negare tutto davanti ai pubblici ministeri. (Continua a leggere dopo la foto)
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calunnia giletti baiardo arrestato

Baiardo aveva smentito la versione di Giletti davanti ai pm, ma alcune intercettazioni telefoniche avevano confermato la versione del conduttore, al quale era stata mostrata la fotografia. Secondo i giudici, è possibile che proprio questa vicenda abbia portato alla chiusura del programma Non è L’Arena, decisione a sorpresa che aveva spiazzato il pubblico. La misura adottata nei confronti di Baiardo prevede il divieto di contatti con persone diverse dai difensori e dai conviventi, ma non è immediatamente esecutiva. Sarà necessario aspettare la scadenza del termine per il ricorso in Cassazione e, laddove la difesa lo presenti, la decisione di conferma della Suprema Corte. (Continua a leggere dopo la foto)

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L’ex gelataio era tornato alla ribalta circa un anno, quando aveva avanzato alcune allusioni su scenari nediti scenari della trattativa Stato-mafia. Baiardo, inoltre, già un paio di mesi prima dell’arresto del boss Matteo Messina Denaro, in un’intervista a Non è l’Arena si era detto convinto che il superlatitante si sarebbe fatto catturare dietro un accordo. (Continua a leggere dopo la foto)

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Successivamente erano arrivate altre rivelazioni da parte di Baiardo, tra cui quelle relative all’immagine che coinvolgeva Graviano. Una foto che di fronte ai pm l’ex gelataio avrebbe negato di avere, nonostante ne avesse parlato in alcune conversazioni captate. La Dda di Firenze aveva indagato Salvatore Baiardo anche per il reato di false dichiarazioni al pm: ai magistrati fiorentini avrebbe detto che il 19 luglio 1992, giorno della strage di via d’Amelio a Palermo, Giuseppe Graviano era con lui e che era stato fermato da un appartenente alle forze di polizia. Una ventina di giorni fa Baiardo aveva annunciato la sua entrata in politica, proprio al termine dell’udienza al tribunale del Riesame: “Lo farò con il movimento di centro Avanti Italia”.

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