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Ammazzate quelle mucche! L’ultima (incredibile) follia del delirio green dell’Europa

Pubblicato il 20/06/2023 18:24

Sopprimere almeno duecentomila mucche per ridurre le emissioni di Co2, non è uno scherzo: c’è chi intende farlo per rientrare nei parametri indicati da Bruxelles. I cambiamenti climatici e il riscaldamento globale sono un moderno Moloch, sul cui altare l’Unione europea pare voler sacrificare ogni diritto individuale o di proprietà. Stavolta non ci occupiamo della delirante Direttiva sulle Case “green” o dell’altra follia pensata in nome della biodiversità, ma della bizzarra proposta avanzata dal Ministero dell’Agricoltura irlandese per fare in modo che il Paese rispetti gli obiettivi climatici dell’Unione europea, in base ai quali Dublino dovrà ridurre del 30% le sue emissioni di Co2 entro il 2030. Come vedremo, sempre per adeguarsi alla direzione indicata dalla Commissione europea, anche altri Paesi stanno incredibilmente ipotizzando soluzioni analoghe. A Dublino, dunque, non si è avuta altra idea se non quella del potenziale abbattimento di 65mila mucche da latte all’anno per i prossimi tre anni, arrivando appunto a circa duecentomila capi. Gli allevatori riceverebbero come compensazione tremila euro per ogni mucca abbattuta. Come spesso accade, sarebbe peraltro una misura controproducente per la stessa Irlanda, la cui economia si fonda essenzialmente sull’allevamento. (Continua a leggere dopo la foto)
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irlanda 200mila mucche

Le esportazioni agroalimentari irlandesi

C’è di più: i bovini da latte rappresentano il 90% delle esportazioni agroalimentari e i due terzi del bestiame dell’intero comparto agricolo irlandese, con due milioni e mezzo di capi. A un rapido calcolo, circa il 10% delle mucche irlandesi potrebbero essere soppresse nei prossimi tre anni, se passa una tale proposta. Immaginiamo un corto circuito nella mente dei vegani o degli ambientalisti di Ultima generazione, che infatti stanno zitti, se pure la notizia in questi ultimi giorni ha fatto il giro della Rete. Gli allevamenti di bovini in tutta l’Irlanda, inoltre, sono cresciuti parecchio negli ultimi anni: come leggiamo tra gli altri sul portale Scenarieconomici, tra il 2013 e il 2022, le mucche da latte presenti sono aumentate di ben il 40% e, secondo il Ministero di Dublino, anche le emissioni inquinanti di gas serra. (Continua a leggere dopo la foto)
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L’inquinamento, quello vero

Secondo l’Environmental Protection Agency, il settore agricolo irlandese avrebbe rappresentato il 38% delle emissioni nazionali di gas serra nel 2021, attraverso il metano prodotto dal bestiame, nei fertilizzanti azotati utilizzati e nella gestione del letame. Fermo restando che sui cambiamenti climatici e il riscaldamento globale manca un parere unanime degli scienziati, anche se questo l’informazione cosiddetta mainstream non lo dice, probabilmente inquinano molto, ma molto, di più le mega aziende cinesi, così come quelle americane ed europee (o magari i jet privati con cui i Signori dell’universo raggiungono Davos o le altre riunioni dove si decide il nostro futuro). Nessuno, però, a Bruxelles si preoccupa di affrontare davvero questo tema, sicché passa l’idea che a inquinare siano i capi d’allevamento o, magari, il barbecue in giardino, che di certo non incidono al livello che si vuole fare intendere. (Continua a leggere dopo la foto)
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Le reazioni (negative)

“Notizie come questa non fanno altro che alimentare ulteriormente l’idea che il governo stia lavorando dietro le quinte per minare i nostri settori caseario e dell’allevamento”, ha dichiarato Tim Cullinan a The Telegraph, presidente dell’Associazione degli agricoltori irlandesi. Anche Pat McCormack, presidente dell’Associazione irlandese per la distribuzione dei latticini, ha condannato la proposta di abbattimento. McCormack ha rimproverato l’idea che i piani di riduzione delle emissioni irlandesi si siano concentrati sul bestiame piuttosto che su altri grandi produttori di emissioni come le compagnie aeree: “Siamo l’unica industria con una tabella di marcia significativa e, ad essere onesti, il nostro allevamento non è più grande di quello di 25-30 anni fa”, ha dichiarato McCormack al The Telegraph. “Si può dire lo stesso per l’industria dei trasporti, per l’industria dell’aviazione?”.
Anche l’imprenditore miliardario Elon Musk si è opposto, sabato, al piano di riduzione delle emissioni che prevede la soppressione delle mucche. “Questo deve veramente finire. Uccidere alcune mucche non è importante per il cambiamento climatico”, ha scritto Musk su Twitter. (Continua a leggere dopo la foto)
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Negli altri Paesi

Anche il governo olandese, altro membro dell’Ue, ha spinto per la riduzione del bestiame come mezzo per controllare le emissioni. L’anno scorso, gli agricoltori olandesi hanno iniziato a protestare contro le norme sulle emissioni che, secondo molti di loro, renderanno impossibile il loro sostentamento. Un agricoltore olandese, Robbin Voorend, ha dichiarato a The Epoch Times che dovrebbe ridurre il numero di bestiame del 90-95% per rispettare le nuove norme sulle emissioni di azoto. Anche in Francia si è aperto un analogo dibattito sugli allevamenti di bestiame.

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