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“Ci spiano!” Elon Musk asfalta Zuckerberg: “Ecco come funziona davvero WhatsApp”

Pubblicato il 10/05/2023 18:50 - Aggiornato il 17/05/2023 11:40

WhatsApp accede al microfono (anche) quando l’utente sta dormendo? Oramai, nell’era dei riconoscimenti biometrici e dell’Intelligenza artificiale, non ci stupirebbe, eppure dovrebbe inquietare non poco. La “bomba” l’ha sganciata Foad Dabiri, ingegnere già operativo nel colosso Google e che ora è Director of Engineering di Twitter. La notizia, infatti, è divenuta virale quando il suo post è stato ritwittato da Elon Musk in persona, alimentando l’epica rivalità con Mark Zuckerberg. Ma torniamo ai fatti, peraltro confermati da molti utenti di WhatsApp, che hanno riferito di aver visto il microfono attivato in background di recente. Dabiri, dunque, ha pubblicato il tweet che vi mostriamo, proprio ritwittato da Musk, che commenta “Non ci si può fidare di WhatsApp”: Secondo quanto riportato dal report della funzione Privacy Dashboard di Google dello smartphone Pixel 7 Pro di Dabiri, che lo ha appunto postato su Twitter, WhatsApp ha avuto costante accesso al microfono durante la notte, nove volte tra le 4:20 e le 6:53, mentre Dabiri dormiva, senza naturalmente alcun intervento da parte del legittimo proprietario dello smartphone. La piattaforma Privacy Dashboard è pensata per mostrare il comportamento delle applicazioni relativamente ai permessi concessi e a quelli invece raggirati senza il consenso dell’utente. WhatsApp, società del gruppo Meta di Zuckerberg, che controlla anche Facebook, ci ha tenuto a fornire una possibile spiegazione al fenomeno osservato da Dabiri. Secondo il team di sviluppo dell’app il problema potrebbe essere causato da un bug della funzione Privacy Dashboard di Google, che avrebbe attribuito erroneamente l’accesso al microfono a WhatsApp. (Continua leggere dopo la foto)
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Il più classico degli scaricabarile? Insomma, non si capisce di chi sia la colpa. Invero, diversi utenti, come accennato prima, hanno riscontrato sui propri smartphone un utilizzo improprio del microfono da parte della nota applicazione di messaggistica. Ad insospettire principalmente gli utenti è stata la comparsa sul display dell’indicatore del microfono attivo, che nelle ultime versioni di Android è raffigurato da un piccolo puntino di colore verde. Ancora WhatsApp spiega di essere rimasta in contatto con Dabiri per investigare sul caso e conferma ancora che la app della privacy di Google avrebbe mal interpretato alcune informazioni, quindi attribuendo l’accesso al microfono anche se la realtà non sarebbe quella. (Continua leggere dopo la foto)
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WhatsApp accede microfono smartphone

Su la Repubblica leggiamo anche quale è la procedura per tutelare la propria privacy, e ci pare giusto riportarla: è possibile negare l’accesso se si è preoccupati per la privacy. Ecco, per impostare i parametri, su cosa cliccare: “Impostazioni”, poi “App” e dunque “Vedi tutte le App” e infine “Autorizzazioni”.
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