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“Possono modificare la realtà in tempo reale”. La rivoluzionaria rivelazione: “È già in uso”

Pubblicato il 26/12/2022 17:31 - Aggiornato il 28/12/2022 11:37

Il software israeliano Toka può modificare anche le immagini di sorveglianza. È stato progettato a Tel Aviv, il software in grado di accedere a tutte le telecamere a circuito chiuso, modificare le immagini riprese in tempo reale e, addirittura, alterare le registrazioni del passato pescandole dall’archivio. E senza lasciare, potenzialmente, alcuna traccia digitale. Secondo Haaretz, principale quotidiano israeliano – che per primo ha pubblicato la notizia sconcertante, poi ripresa dal Corriere della Sera, Dagospia e numerose altre testate – tra i clienti ci sarebbero unicamente le forze armate e di polizia, le organizzazioni per la sicurezza nazionale, le agenzie di intelligence “degli Stati Uniti e i loro più stretti alleati”, e vengono citati Israele stessa, Germania, Australia e Singapore. Spulciando le pagine del sito internet, tuttavia, sembra che la start up abbia legami anche con l’Italia, oltre che con Spagna, Portogallo, Francia, Regno Unito, Grecia e Canada.

Se, appena ieri, abbiamo scritto dell’“aspirapolvere spia”, un’altra notizia allarma ancor più chi ravvede, in questa graduale marcia verso una società sempre più dominata dalla robotica e dall’informatica, i rischi di un avvenire distopico. La start up “Toka”, che ha rilasciato il software, è stata fondata dall’ex premier d’Israele Ehud Barak (in foto) e dall’ex capo della divisione cibernetica dell’esercito israeliano, Yaron Rosen. Dunque, lo scopo primario per cui è stato elaborato questo software-spia è essenzialmente militare, stando a quanto racconta la stessa start up sul proprio sito, eppure il rischio di un uso improprio è evidente. (Continua a leggere dopo la foto)

Software israeliano Toka modifica immagini

Le principali funzionalità del software si basano sull’intromissione in qualsiasi circuito di sorveglianza video. Basta selezionare l’area geografica di interesse per penetrare il sistema cctv di un palazzo istituzionale, di un hotel e di abitazioni private. Il software funzionerebbe anche con le webcam. Una volta entrati nel sistema, è possibile vedere in diretta cosa viene ripreso dalle videocamere hackerate, ma anche mostrare ai titolari del sistema di videosorveglianza ciò che si vuole. Ora, al di là delle questioni legate alla privacy (che, in questo caso, sono il minimo problema), il rischio gravissimo è che, nelle mani sbagliate, il software della Toka possa essere adoperato per costruire artificiosamente delle prove giudiziarie o incolpare persone innocenti. Ancora in base ai documenti consultati da Haaretz, infatti, l’utente potrebbe individuare alcuni specifici frammenti di un determinato video e cambiarli — audio compreso — per “nascondere attività di intelligence durante le operazioni”. (Continua a leggere dopo la foto)

Tutta l’area a nord di Tel Aviv si è tramutata in una sorta di Silicon Valley per le start up della sicurezza, ove si realizza la tecnologia più avanzata per le agenzie d’intelligence di mezzo mondo. Possiamo chiaramente intuirne la ragioni, data la reciproca ostilità tra Israele e i suoi vicini. È ancora recente la vicenda di un altro software israeliano, Pegasus, utilizzato contro attivisti, giornalisti e leader politici in tutto il mondo.

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