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Carne sintetica, cos’è e come si produce il “cibo del futuro” che l’Ue vuole costringerci a mangiare

Pubblicato il 29/03/2023 10:08 - Aggiornato il 29/03/2023 13:10

Ha fatto il giro del web la notizia, arrivata nelle ultime ore, secondo la quale il governo Meloni sarebbe impegnato a prepare un decreto legge per vietare la produzione (ma non l’importazione) della carne sintetica, con multe salate per i trasgressori. Ma perché questo argomento è diventato, di colpo, così di attualità, tanto da finire tra le priorità dell’esecutivo? Presto detto. Nelle scorse settimane il Food and Drug Administration, ente regolatore americano, ha dato il via libera alla commercializzazione del pollo sintetico, aprendo la strada a decisioni simili ora attese anche da parte dell’Unione Europea. Il governo ha deciso, quindi, di muoversi in anticipo e prendere posizione. Schierandosi contro la cosiddetta “carne sintetica“. Ecco, nel dettaglio, di cosa parliamo. (Continua a leggere dopo la foto)
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Carne sintetica, cos’è e come si produce

Come spiegato da Repubblica, la carne sintetica viene prodotta dalle cellule staminali embrionali di un animale, coltivate in un ambiente privo di contaminanti e senza l’uso di antibiotici. Alcune aziende si occupano di questo prodotto da tempo, come la Supermeat israeliana che realizza carne di pollo sintetico. “Le cellule di pollo no ogm inserite nei fermentatori si moltiplicano all’infinito: lì cresce la carne da queste cellule alimentate con acqua, carboidrati, proteine, aminoacidi, vitamine e zuccheri” ha raccontato il CEO dell’azienda Ido Savir. (Continua a leggere dopo la foto)
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La lavorazione avviene in un fermentatore. Le cellule alimentate con ossigeno, mangime e calore crescono come farebbero nel corpo di un animale, sfruttando la capacità delle staminali di replicarsi indefinitamente, raddoppiando ogni 12 ore nelle giuste condizioni. Una volta matura viene poi raccolta. Il liquido di mangime rimanente viene eliminato e così si ottiene una carne simile al macinato. (Continua a leggere dopo la foto)
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Secondo i produttori, la carne sintetica (diversa da quelle vegetale) non produce scarti e riduce le emissioni di gas serra, oltre a limitare gli sprechi d’acqua. Ma non sono mancati allarmi, come quello lanciato dal professor Giorgio Calabrese, articolista per Il Gusto: “Non ci si preoccupa del danno che si crea nel consumatore, ci sono meccanismi che nascono dalle staminali e che vanno a bloccare alcuni geni, come il P53, che danno una condizione di freno allo sviluppo delle cellule tumorali”. Il consumo globale, nel frattempo, è aumentato del 58% negli ultimi 20 anni. Con un giro d’affari che, stime alla mano, potrebbe arrivare a 450 miliardi di dollari entro il 2040.

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