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Bagni gender, vietato far ironia. L’assurdo caso degli studenti della Bocconi e della loro “punizione”

Pubblicato il 15/02/2024 17:01 - Aggiornato il 15/02/2024 21:49

L’ossessione del politicamente corretto e la cosiddetta cultura “Woke” sono sfuggite di mano a molti. Ora anche l’Università Bocconi, noto centro d’eccellenza, si piega al pensiero unico: quel pensiero che – declinato in un lungo elenco di tematiche – non può assolutamente essere messo in discussione e neppure essere oggetto di mero sarcasmo, pena le stesse discriminazioni che talune minoranze lamentano. Se non è una discriminazione ciò che stiamo per raccontarvi, allora non sappiamo come definirla. Per farla breve, alla Bocconi hanno introdotto i bagni Gender neutral e tre studenti sono stati sospesi per sei mesi perché hanno osato ironizzare o fare battute. Sei mesi in cui non potranno frequentare le lezioni e neppure sostenere gli esami. Nonostante paghino le (altissime) tasse universitarie della Bocconi. Nell’istituto che dovrebbe formare la futura classe dirigente succede anche questo, dunque. Mentre si fa un gran parlare della “censura” di Mara Venier, che ha interrotto il cantante Dargen D’Amico durante un predicozzo senza contraddittorio e fuori contesto, occorre precisare che i commenti dei tre studenti sono stati postati sui social network, non in pubblico oppure all’interno dell’Università. (Continua a leggere dopo la foto)
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bagni gender studenti bocconi sospesi

Le frasi incriminate

questa sì che ci pare davvero una “censura”. E anche piuttosto grave, non tanto perché tra i commenti che ora riporteremo ci sono verità scientifiche, oseremmo dire, anzi biologiche, e cioè che i generi sono due, ma perché costituisce un ennesimo precedente di repressione del dissenso su queste tematiche piuttosto delicate, che di certo non vanno affrontate in maniera ideologica. Già la scelta stessa di dotarsi di toilette Gender neutral, ad esempio, è stata una scelta consapevolmente ideologica, se consideriamo che un unico studente (o forse avremmo dovuto scrivere student* con tanto di asterisco) ne ha fatto richiesta, tale Samuele Appignanesi. La Bocconi ha inaugurato i bagni neutri l’anno scorso. Bocconi Tv, il canale televisivo dell’ateneo, aveva dato la notizia facendo un servizio in cui ascoltava i pareri degli studenti. Sotto al contenuto, pubblicato sui social, erano comparsi alcuni commenti derisori e provocatori. Eccoli: “Li puoi letteralmente usare per andare a trans”; “Ma non diciamo pagliacciate. Può piacerti chiunque, ma sei hai il pesce resti un maschio e se hai la patafiocca resti femmina. E vai nel bagno adatto”; “Li userò, ma non per andare in bagno”. Si noterà che il sarcasmo, magari banale e forse volgare, non è trasceso sino alla violenza verbale o alle offese. Eppure, Il primo febbraio ai tre studenti è stata notificata la decisione della commissione, con la puntualizzazione che il provvedimento sarà inserito nel “fascicolo personale e comunicato agli uffici interessati e alla commissione di laurea in sede di discussione della tesi. Potrà inoltre avere effetto su eventuali benefici economici accordati dall’università”. (Continua a leggere dopo la foto)
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Foto: Samuele Appignanesi

E la punizione forse non basta…

Peraltro, la sospensione per sei mesi potrebbe essere solo una prima misura, seguita da altre. Leggiamo sul Corriere della sera, infatti, che il regolamento prevede – in caso di “comportamenti o dichiarazioni, anche attraverso l’uso dei social che arrechino discredito all’università ovvero suscitino allarme presso l’università o i gestori delle residenze” – anche l’esclusione dal corso di studi da uno e fino a tre anni. Addirittura potrebbe essere stata “lesa la reputazione dell’ateneo”. E tanti saluti alla libertà d’espressione e di pensiero, se non è il pensiero giusto.

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