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Tremano le banche italiane: “Il governo monitora”. Ecco tutti i rischi per i nostri risparmi

Pubblicato il 16/03/2023 10:02 - Aggiornato il 19/03/2023 16:51

Dopo gli scossoni degli ultimi giorni, con Piazza Affari che si è trovata protagonista di un tonfo inatteso, ad agitare le banche italiane è ora il caso Credit Suisse, non direttamente collegato al crac di Silicon Valley Bank ma “geograficamente” molto più vicino. La banca di Zurigo è stata infatti al centro di un vero e proprio tracollo, con indiscrezioni che vorrebbero la Bce già intenta a chiedere alle vigilate di comunicare l’esposizione dell’istituto. La conseguenza, nell’immediato, è stata un calo del 7,7% dell’indice Ftse Italia. Una situazione che ha fatto suonare il campanello d’allarme anche a Palazzo Chigi, con Giorgia Meloni che si è detta “estremamente attenta nel monitorare l’evoluzione” della situazione, in contatto con Consob e Banca d’Italia. Ma ci sono davvero rischi per le nostre banche? E se sì, quali? (Continua a leggere dopo la foto)
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banche italiane cosa succede

Stando a quanto riportato da Repubblica, al momento a prevalere sembra essere l’ottimismo: le banche italiane non sembrano esposte in modo significativo rispetto agli 11,9 miliardi di franchi iscritti come “debiti bancari” nel bilancio 2022 di Credit Suisse. Anche se i numeri, da soli, non sono sufficienti a dare rassicurazioni complete, dato che gli investitori quando comprano e vendono si muovono anche seguendo l’istinto. Il rischio di altri scossoni, insomma, non è affatto scongiurato. (Continua a leggere dopo la foto)
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Le nostre banche restano tra le più esposte ai titoli governativi, con Bankitalia che a gennaio censiva 384 miliardi di euro in titoli del Tesoro più 200 miliardi di altri bond. Ogni volta che sale il tasso Bce, questi titoli aumentano la rendita ma si deprezzano in bilancio. Le perdite si concretizzerebero in caso i nostri istituti dovessero vendere i bond per finanziarsi, ma al momento quello resta uno scenario remoto. (Continua a leggere dopo la foto)

A dare una mano all’Italia sono anche gli istituti di vigilanza: l’istituto Elba ha svolto simulazioni in merito allo scenario di perdite connesse alla vendita di bond e ha fornito rassicurazioni circa la tenuta del nostro sistema, così come Barclays ha parlato di “tessuto forte dal punto di vista del capitale”. Al momento, insomma, non ci sarebbe nulla da temere. Anche se il governo resta alla porta, temendo possibili, improvvisi sviluppi.
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