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“Sai cosa fa la Meloni a lavoro?”. Vauro, altro fango sulla premier: gelo in studio (VIDEO)

Pubblicato il 04/05/2023 09:57 - Aggiornato il 08/05/2023 10:03
Vauro Senesi Giorgia Meloni
Vauro, Giorgia Meloni

Il comico e vignettista Vauro Senesi è tornato a parlare di Giorgia Meloni e del suo governo. E lo ha fatto a suo modo, gettando altro fango, scomodando addirittura il sadismo. Ospite in studio a “L’aria che tira“, la trasmissione di La7 condotta da Myrta Merlino, Vauro ha ovviamente fatto satira su Giorgia Meloni. Il punto di partenza sono stati i video che la premier posta sui social per spiegare le azioni del suo esecutivo. In particolar modo, nel mirino del vignettista ci è finito l’ultimo, pubblicato dopo il Consiglio dei ministri del Primo maggio. “Sai cosa fa la Meloni al lavoro?”, esordisce. “Lo stile è quello del film ‘Sai cosa faceva Stalin alle donne?’, un po’ hard-soft“. Sempre delicato. Ma questo è solo l’inizio. (Continua a leggere dopo la foto)
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Continua poi Vauro attaccando la Meloni: “Se poi questo video fosse stato in bianco e nero, sarebbe stato da Istituto Luce“. E via di nuovo con il richiamo al fascismo. “Anche perché ha sostituito le domande dei giornalisti”, ha aggiunto Vauro. “Io però apprezzo una cosa di questo governo: la fantasia, che è molto importante, io ci ho campato. Se non fosse che è una fantasia un po’ sadica, un po’ macabra. Ad esempio il decreto contro i migranti, che peggiora parecchio le condizioni per cui si possono salvare, lo hanno chiamato decreto Cutro, ovvero con il nome del luogo dove c’è stata una terribile strage di migranti”. (Continua a leggere dopo il video)
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Vauro: “Aboliranno la festa della Liberazione”

Conclude Vauro il suo attacco alla Meloni e al governo: “Il decreto del Primo maggio va invece contro il lavoro perché lo precarizza a livelli incredibili, quando il problema sarebbe l’opposto: eppure lo chiamano decreto lavoro”. A questo punto Vauro lancia l’ultima sparata cara alla sinistra: “Io penso che quando aboliranno la festa della Liberazione lo chiameranno decreto 25 aprile. Inoltre ho sentito che si vantano di aver messo in tasca 100 euro ai lavoratori: ma in tasca si mettono le mance, che rispetto c’è dei lavoratori anche nel linguaggio, è sintomatico di una mentalità”.

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