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Ecco come l’Europa finanzia la propaganda islamica. L’ultima vergogna dell’eurosinistra

Pubblicato il 09/10/2023 19:55

Da decenni ci ripetono che i cardini dell’agire politico dell’Unione europea  siano i valori non negoziabili di laicità e uguaglianza tra donne e uomini, la tolleranza verso i costumi altrui e la tutela di qualsiasi minoranza. Poi, si viene a sapere che la “lotta contro l’islamofobia” attuata da Bruxelles sortisce quello che in medicina è definito effetto paradosso, dunque le reazioni indesiderate e opposte rispetto a quelli previste dalla assunzione di un farmaco. Si viene a sapere, infatti, che Bruxelles finanzia molteplici associazioni che combattono la discriminazione, in teoria, ma dietro le quali si muovono manovre oscure: associazioni apertamente islamiste, e stiamo parlando dell’Islam più radicale, vengono ampiamente sovvenzionate nonostante rapporti opacissimi con gruppi terroristi quali i Fratelli musulmani, di cui Hamas è la diramazione palestinese, per tornare sulla attualità. Frattanto l’Islam politico, quello che vorrebbe estendere la sharìa anche nelle nazioni europee, ringrazia ed esercita questa forma di soft power. (Continua a leggere dopo la foto)
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I legami con l’Islam radicale

Un’inchiesta del sito francese Fdesouche, ripresa da Tempi, ha scoperto e divulgato che tra i beneficiari degli oltre centomila euro finanziati dall’Unione europea, per l’ennesimo progetto di lotta contro l’islamofobia, emerge una fondazione con sede in Spagna, nota per i suoi rapporti con i già citati Fratelli musulmani: si chiama Al Fanar e ha già ricevuto 28mila euro. il fondatore Pedro Rojo Perez, un convertito spagnolo, nega con vibrante sdegno: “Non ho alcun rapporto con i Fratelli musulmani, se non nel quadro della mia specializzazione, che è il mondo arabo”. Tuttavia, nel 2020, Al Fanar aveva espresso il suo sostegno agli islamisti del Collectif contre l’islmophobie en France, poi dissolto dal ministro dell’Interno Darmanin per le sue ambiguità con l’islam radicale, dopo l’assassinio del professore di storia e geografia Samuel Paty. E nel 2021, l’associazione si era scagliata contro la Francia, accusandola di “caccia alle streghe islamofoba”, per via delle critiche alla promozione dell’uso dell’hijab da parte del Consiglio d’Europa. L’eurodeputato Jean Paul Garraud, nel 2022, proprio in merito al Forum europeo delle organizzazioni giovanili e studentesche musulmane (Femyso), che si era battuto per l’hijab, in una Proposta di risoluzione al Parlamento europeo ha fatto presente come il forum sia legato all’EMU, l’Unione musulmana in Europa, il cui cofondatore Abu Bakr Rieger ha pubblicamente espresso rammarico per il fatto che i nazisti non abbiano completato lo sterminio degli ebrei. (Continua a leggere dopo la foto)
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Il progetto della discordia

Nello specifico, il progetto finanziato dalla Commissione europea “Eco – Evaluando campañas contra el odio” ha come fine il creare la prima “mappa dei quadri concettuali sulla xenofobia e il razzismo verso la popolazione musulmana”, spiega Al Fanar, e dunque: “Cambiare la percezione negativa delle comunità musulmane largamente diffusa in Spagna e negli altri paesi europei“.

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