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Una perizia di Crisanti può mettere nei guai Speranza: la possibile svolta nell’inchiesta di Bergamo

Un’inchiesta che prosegue, quella portata avanti dalla procura di Bergamo per fare luce sugli errori commessi durante la gestione della pandemia, e che continua ad agitare gli esponenti del governo. In particolare, quel Roberto Speranza che aveva indossato i panni di ministro anche nel precedente esecutivo guidato da Giuseppe Conte, accusato recentemente dal procuratore capo Antonio Chiappani di “aver raccontato cose non veritiere”. Una posizione, quella del titolare della Salute, che stando alle ultime indiscrezioni potrebbe anche aggravarsi nei prossimi giorni.

Sulle pagine della testata Domani, infatti, nell’edizione in edicola il 5 dicembre, si legge: “Immaginatevi un gigantesco puzzle fatto di documenti, alcuni noti e altri no, messi tutti in fila uno dietro l’altro, in successione temporale, a partire da gennaio 2020. Un puzzle che inchioderebbe governo, ministero della Salute, Cts e regione Lombardia alle proprie responsabilità sulla gestione della prima ondata Covid. Un mosaico corredato da modelli matematici, errori scientifici, sottovalutazioni del rischio, azioni mancate (previste dal Piano pandemico influenzale) e relazioni causa-effetto dalle conseguenze nefaste”.

Elemento decisivo, scrive il Domani, sarebbe una perizia in grado di stabilire responsabilità e portare, potenzialmente, a conseguenze devastanti per i protagonisti politici di quella stagione, con avvisi di garanzia pronti a scattare. Un documento redatto dal consulente tecnico della procura di Bergamo, ovvero il virologo Andrea Crisanti. Secondo il quotidiano diretto da Stefano Feltri, quel testo potrebbe avere un peso specifico enorme nell’inchiesta: “La perizia del consulente tecnico della procura di Bergamo, Andrea Crisanti, potrebbe dare una svolta decisiva a questa voluminosa inchiesta, la cui fase istruttoria sta volgendo al termine. C’è molta tensione intorno a questa indagine sull’ecatombe della Val Seriana con l’ipotesi di reato di epidemia colposa e falso, che rischia di travolgere il ministero della Salute, sebbene le valutazioni in corso riguardino l’apparato tecnico della nostra sanità, non quello politico”.

Gli investigatori bergamasci, conclude il Domani, avrebbero riscontrato “molte condotte omissive” e aspettano ora la perizia di Crisanti per capire se non si sarebbe potuto evitare la violenta esplosione della pandemia nella zona della val Seriana, il focolaio nell’ospedale Pesenti Fenaroli di Alzano, i tanti morti (circa 6 mila) in una Val Seriana in cui non è scattata subito la zona rossa. Domande alle quali potrebbe ora dare una risposta il dossier di Crisanti. Un documento al quale guarda con particolare attenzione anche il ministro Speranza.

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