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La festa dell’Unità diventa la festa dell’inciucio: Pd e M5S insieme a Modena (senza Renzi)

M5S sì, Renzi no. È un po’ questa la sintesi della lista stilata dal Pd per gli inviti alla Festa dell’Unità. Grillini e piddini ora fanno anche festa insieme. Rigorosamente con la mascherina, chiaro. A Modena, dal 26 agosto al 13 settembre, si celebreranno le magnifiche sorti del governo Conte di cui il Pd è fa la parte del padrone e il M5S quella del cagnolino al guinzaglio. Quindi, alla Festa dell’Unità, saranno massicciamente presenti i Cinque Stelle. E l’altra gamba della maggioranza? Niente, assente. L’ex segretario Renzi non è ammesso. Di Italia Viva nemmeno l’ombra, eccezion fatta – d’ufficio – per la ministra Teresa Bellanova.

E questa massiccia presenza di grillini, dicono fonti del Nazareno riprese da Dagospia, avrebbe spinto proprio Matteo Renzi a declinare l’invito. Nessuna esclusione, dunque, ma autoesclusione. Oltre a Renzi, assenti di spicco sono anche Carlo Calenda e Emma Bonino. Ci sarà invece l’ex segretario Pier Luigi Bersani, e con lui il ministro della Salute Roberto Speranza, sempre in ottimi rapporti con il M5S. Dell’opposizione l’unico presente sarà Guido Crosetto, che parteciperà ad un dibattito da “tecnico” della difesa.

Ma del M5S chi ci sarà per certo? La viceministra all’Economia Laura Castelli, il presidente della commissione Antimafia, Nicola Morra, i ministri, il presidente della Camera Fico, il reggente Vito Crimi e ovviamente il premier Giuseppe Conte. E poi come non invitare le Sardine? Risponderanno presente Mattia Santori, Jasmine Cristallo, Giulia Trappoloni e Lorenzo Donnoli. Tra i nomi “di spicco”, ci saranno l’ex premier Paolo Gentiloni, che oggi fa il commissario europeo all’Economia, e un altro ex premier: Enrico Letta.

Previsti anche interventi del fondatore del Pd Walter Veltroni e del presidente del Parlamento europeo David Sassoli, perché il Pd è il partito di Bruxelles e perché il Movimento 5 Stelle gli sta andando dietro, tradendo i motti delle origini e gli ideali che avevano animato milioni di persone. Ma per loro c’è ancora rappresentanza politica: c’è Gianluigi Paragone e il suo Italexit, la sola risposta possibile a questa Festa dell’inciucio, altro che dell’Unità.

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