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Morì a 18 anni per un malore improvviso. L’accusa del padre: “Omertà. Non ci fanno sapere nulla”

Pubblicato il 09/05/2023 18:06 - Aggiornato il 11/05/2023 09:29

Sopravvivere al proprio figlio è una tragedia immane, ma non riuscire a sapere il motivo del decesso è, forse, ancora più atroce. Eppure, oramai a distanza di oltre due mesi, è costretto a parlare di “Omertà sconvolgente” Enrico Zattin, il padre di Edoardo detto “Edo”, la cui vita si è spezzata a soli 18 anni, come avevamo già scritto. “La nostra speranza è che si faccia chiarezza ed emerga la verità“. Nel tardo pomeriggio del 24 febbraio scorso il cuore del ragazzo ha cessato di battere, nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Padova. Qui era stato trasportato d’urgenza, due giorni prima, a seguito del “malore improvviso” – l’ennesimo tra quelli che nemmeno più si contano, a partire da un paio d’anni sin qui – che lo avrebbe colto mentre si allenava nella boxe, la sua passione, nella palestra Iron Dojo Team di Monselice, nel padovano. Di malore improvviso si è parlato sin da subito, per poi parlare, come vedremo di un pugno ricevuto, ma ben prima del malore stesso. Subito soccorso, neppure una delicata operazione al cervello ha migliorato il quadro clinico, fino al decesso. I genitori hanno dato l’assenso all’espianto degli organi per la donazione. Ancora non è chiaro cosa sia accaduto nella palestra. Quel che è certo è che “Quella sera – racconta il padre – Edoardo è entrato in palestra vivo ed è uscito in fin di vita a causa di un violentissimo colpo subito al capo, che ha causato la frattura parietale lato sinistro con conseguente emorragia che, nonostante l’intervento chirurgico, ha portato alla morte”. (Continua a leggere dopo la foto)
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padre edoardo 18enne omertà

O, quantomeno: “Questo è quanto ci hanno riferito i medici dell’ospedale sin dal primo momento, la sera stessa, escludendo patologie o cause naturali”, anche perché “Edoardo era un ragazzo perfettamente sano e in forma”, come peraltro attesta il certificato medico d’idoneità sportiva specifico per sport di combattimento, ottenuto appena pochi mesi orsono. Inoltre, aveva per anni giocato a pallacanestro con la Redentore Este. Ma la storia del pugno non ha mai convinto del tutto: il suo allenatore, Simone Lazzarin, ha da subito riferito che il ragazzo non è stato colpito da nessuno. “Edoardo non ha preso colpi durante l’allenamento, eravamo presenti e ce ne saremo accorti”, ha dichiarato. Gli ha fatto eco un altro istruttore, che ricostruisce nel dettaglio la sequenza degli eventi: “Edoardo è salito sul tatami e indossava come tutti gli altri il caschetto di protezione. Sono iniziati gli allenamenti di sparring, con colpi che non andavano a segno visto che uno dei due atleti doveva evitarli. Tutti si sono fermati per riposare e il ragazzo si è soffiato il naso. Perdeva sangue ed è svenuto”. Il Suem 118, quella sera, è stato chiamato alle 20.18, dunque quasi un’ora più tardi dal pugno “fantasma” che avrebbe ricevuto. Eppure, non vi sono dubbi che Edoardo abbia ricevuto un fortissimo trauma che ha provocato una frattura cranica. Allora che è successo? Permane il mistero, ecco perché il padre parla di omertà. (Continua a leggere dopo la foto)
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“È sconvolgente che a distanza di oltre due mesi noi genitori ancora non sappiamo che cosa sia accaduto di preciso a nostro figlio”, leggiamo su Il Gazzettino. Sulla sua vicenda la Procura di Padova aveva aperto, fin da subito, un fascicolo di inchiesta per omicidio colposo contro ignoti.

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