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“Microfoni smartphone a rischio”. La denuncia choc del Garante della privacy e come disattivarli

Pubblicato il 13/03/2023 09:05 - Aggiornato il 13/09/2023 12:27
microfoni smartphone ci ascoltano

Ormai lo abbiamo capito tutti. E almeno una volta nella vita abbiamo fatto l’esperimento per accertarsi se fosse vero. Stiamo con gli amici o con il nostro partner e parliamo di qualche acquisto futuro, di qualcosa che potremmo comprare perché ci piace. Poi apriamo i social, che sia Facebook o Instagram, ed ecco qua che come per magia ci appaiono solo pubblicità su quel determinato prodotto o su quella marca. Ma quella non è magia, è diavoleria al massimo. Sono i microfoni dei nostri smartphone che ci ascoltano, captano informazioni, ci profilano e poi passano l’informazione a chi di dovere per le proposte commerciali. A dirlo, però, ora non sono solo i complottisti o chi ha provato questa esperienza, bensì il Garante della Privacy: “Microfoni degli smartphone sempre accesi a carpire informazioni rivendute poi a società per fare proposte commerciali”. Un fenomeno sempre più diffuso, ormai fuori controllo. Ma come possiamo fare per difenderci? E come funziona questo sistema? (Continua a leggere dopo la foto)
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“Molte app – spiega il Garante della Privacy – tra le autorizzazioni di accesso che richiedono al momento del download, inseriscono anche l’utilizzazione del microfono. Una volta che si accetta, senza pensarci troppo e senza informarsi sull’uso che verrà fatto dei propri dati, il gioco è fatto”. Il punto è che questa operazione è legale (perché noi accettiamo), ma l’uso uso di dati no. Il Garante ha dunque avviato un’istruttoria, in collaborazione con il Nucleo speciale privacy e frodi tecnologiche della Guardia di Finanza, per vagliare una serie di app tra le più scaricate e verificare che l’informativa resa agli utenti sia chiara e trasparente e che sia stato correttamente acquisito il loro consenso. Chiaro che non basterà questo per arrestare il fenomeno dei microfoni degli smartphone che ci ascoltano, ma è almeno un primo passo. E soprattutto è un accertare che questa pratica è vera, reale, e non un’invenzione. (Continua a leggere dopo la foto)
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Ma il problema a questo punto non sono solo i microfoni nostri smartphone che ci ascoltano. Gli assistenti vocali sono infatti sempre più diffusi su tutti gli strumenti digitali che usiamo abitualmente. Pensiamo a Google Home, Amazon Echo ed Apple HomePod, meglio noti come Siri della Apple, Cortana di Windows, “Ok Google” di Android, e Alexa di Amazon. Loro ascoltano, dentro le nostre case, captano i discorsi, i nomi dei prodotti, i nostri desideri. E ci profilano. Costantemente. Anche quando apparentemente sono spenti. Perché per funzionare questi assistenti vocali devono essere pronti a rispondere a comando, e dunque sono sempre accesi. Dormienti. Registrano parole chiave e le passano al reparto pubblicità. Esattamente come il Garante della Privacy ha detto a proposito degli smartphone. Ma come possiamo proteggerci da questi microfoni spioni? (Continua a leggere dopo la foto)
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Come disattivare i microfoni spioni

Il Salvagente, sempre in prima linea in questa battaglia, dà qualche suggerimento. Per gestire o disattivare “Ok Google andare su support.google.com/assistant; Siri – andare su support.apple.com/it-it/HT207301; Cortana – Avviare Cortana > sezione Appunti > Informazioni personali >; Account Microsoft, > Cliccare nuovamente sull’Account Microsoft nella nuova finestra > Disconnetti; Alexa – Menù impostazioni della app, da qui è possibile cancellare l’archivio delle registrazioni e regolare le funzioni ; per il dispositivo Echo esiste un pulsante per disattivare il microfono”. Un altro consiglio? Disattivare sempre la geolocalizzazione ed eliminate la cronologia delle vostre ricerche. In attesa che il Garante della Privacy riesca a ottenere giustizia per noi.

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