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Il voto spagnolo spaventa i partiti: ora vogliono abolire il coprifuoco, ma Speranza frena

Come d’incanto i partiti di governo, fulminati sulla via di Damasco come San Paolo, si riempono la bocca di parole come “riaperture”, “allentamenti”, “ripartenza”. Dopo aver tenuto colpevolemente chiusi in casa gli italiani per mesi, mentre il Regno Unito riprendeva a vivere, oggi i leader di tutte le formazioni a sostegno di Mario Draghi sono d’accordo sulla necessità di abbandonare il pugno di ferro e far respirare i cittadini, comprensibilmente rabbiosi. Una retromarcia dietro la quale, si badi bene, non ci sono dati scientifici o analisi economiche, bensì il semplice tornaconto elettorale.

Il voto spagnolo spaventa i partiti: ora vogliono abolire il coprifuoco, ma Speranza frena

A far cambiare idea a Forza Italia, Lega, Italia Viva e via dicendo, che oggi si affannano nel sottolineare di aver posto la questione delle riaperture al governo, ci sono infatti le notizie che arrivano dalla Spagna, dove si sono da poco svolte le elezioni nella Comunità di Madrid. A trionfare è stata la candidata del Partito Popolare Isabel Díaz Ayuso, espressione di una destra che sfida le politiche di chiusura e restrizioni volute dal governo centrale e sostenitrice di una politica più attenta alle esigenze dei cittadini: di fronte all’impennarsi dei contagi, per esempio, si chiede il lockdown di singoli quartieri, quelli colpiti, e non di intere Regioni.

Un risultato suonato a tanti leader nostrani come un monito. E visto che nessuno è disposto a cedere il consenso accumulato negli ultimi mesi, ecco l’improvvisa gara a battersi il petto: “Ho detto a Draghi che dobbiamo riaprire subito”, frase pronunciata ormai da Renzi, Salvini o Berlusconi, identica. Con una sola voce fuori dal coro, quella di un Roberto Speranza che continua, invece, a invocare calma e sangue freddo, sostenendo che i tempi non siano ancora maturi per una vera e propria svolta. Convinto, insomma, che non sia ancora giusto lasciare finalmente più liberi gli italiani, messi in ginocchio economicamente da oltre un anno di duri sacrifici.

Sul fronte coprifuoco, Speranza guida il fronte dei rigoristi, convinti ancora della necessità di obbligare gli italiani a tornare a casa presto, addirittura alle 22. L’obiettivo del ministro della Salute, come riportato da Repubblica, è quello di prolungare la misura almeno altri 7 giorni, in vista di un allentamento che potrebbe essere così deciso soltanto il 21 maggio. C’è poi la questione dell’orario: gli italiani invocano da tempo la totale abolizione della misura, ma Speranza spinge per un semplice slittamento. Mezzanotte nella migliore delle ipotesi, forse addirittura le 23. Ancora qualche giorno e capiremo chi, alla fine, l’avrà spuntata.

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