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“I sanitari tornino tutti al lavoro”. La clamorosa retromarcia degli Ordini sui medici non vaccinati

Pubblicato il 26/07/2022 20:42

Con la caduta di Draghi, i tempi bui delle discriminazioni e delle imposizioni sembrano essere volti al termine per i sanitari, almeno questo è ciò che si intuisce da alcuni clamorosi dietrofront degli Ordini dei Medici. Gli stessi che, fino a poco tempo fa, non lesinavano richiami, vessazioni e sospensioni verso chi osava opporsi al sacro siero, ora richiamano a rapporto tutti i medici non vaccinati, cercando di scrollarsi di dosso tutte le responsabilità di una gestione degna della Santa Inquisizione di qualche secolo fa.
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La mozione di Fnomceo

Se fino a ieri abbiamo visto la peggiore intransigenza da parte degli Ordini dei Medici, ora si chiede la riammissione coatta di tutti i sospesi, come niente fosse. La mozione Fnomceo (consultabile di seugito), ad esempio, chiede proprio questo, pur condannando le “aggressioni” subite dagli Ordini in termini di dissenso dei propri iscritti non vaccinati: i sanitari no vax devono dimenticare tutto e tornare sul posto di lavoro. Tramite la missiva, il Consiglio Nazionale della Fnomceo ritiene che l’accertamento dell’avvenuta vaccinazione non debba più essere compito dell’Ordine, rimettendo l’onere al Ministero della Salute, sottolineando come l’emergenza sia ufficialmente terminata.
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Nessun pentimento sulle vessazioni ai medici non vaccinati

Un dietrofront che non mostra comunque alcun pentimento quello della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri. «Un commento a parte merita la vicenda dei no vax» ha puntualizzato il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, al consiglio nazionale dell’Ordine. «Vorrei innanzitutto condannare con forza e determinazione ogni atto di violenza, di intimidazione, gli insulti, gli atti vandalici messi in atto contro gli Ordini e i Presidenti. Non sono pochi i Presidenti che hanno ricevuto minacce personali, anche di morte, da individui che devono essere perseguiti a norma di legge. Ai colleghi porgo tutta la solidarietà e il sostegno concreto della Federazione. Ringrazio le forze dell’Ordine, i Prefetti, i Questori, i Carabinieri del NAS per l’azione messa in atto in ogni parte d’Italia per garantire la sicurezza delle nostre sedi e delle nostre iniziative».
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Il vaccino ci salva la vita. O no?

Anelli ha poi sottolineato l’importanza dei vaccini, citando uno studio dell’Imperial College di Londra di cui avevamo scritto in precedenza, smentito poco dopo dall’Hart Group, un’associazione inglese di medici, scienziati e professionisti vari. «Ringrazio tutti i Presidenti per aver con ferma determinazione riaffermato la validità dei vaccini soprattutto per contrastare la pandemia nonché il richiamo al dovere civile e deontologico del rispetto delle norme di legge.  In questi giorni è apparso su ‘The Lancet Infectious Diseases’ uno studio condotto dall’Imperial College di Londra che dimostra come, nel solo 2021, i vaccini abbiano salvato nel mondo – contando le morti direttamente e indirettamente evitate – 20 milioni di vite. Ancora una conferma su un tema che avevamo lanciato con una nostra campagna di comunicazione, “Il vaccino ci salva la vita”». Chissà se Anelli ha letto la smentita dell’altro gruppo di colleghi…
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L’Ordine si “lava la faccia”

Dunque, mentre ieri si assurgeva al ruolo di tribunale sommario, oggi l’Ordine sostiene a gran voce che una gestione emergenziale del Covid non ha più senso e che tutto deve tornare come prima. «Non è stato facile per tutti gli Ordini assumersi l’onere di sospendere dall’attività professionale i medici che non avevano adempiuto all’obbligo di vaccinarsi contro il Covid-19 e portarlo con grande fatica a termine. Un impegno gravoso a cui non potevamo sottrarci per senso di responsabilità ma anche per recuperare quel ruolo nella gestione degli albi professionali che contraddistingue la nostra peculiare attività». Lo stesso Anelli, dunque, ammette che l’Ordine ha dovuto eseguire il “lavoro sporco” per conto del Governo, auspicando che si ritorni alla funzione originaria della Federazione, ovvero accertarsi che i medici svolgano la loro professione secondo i termini deontologici.
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Quando la nave affonda…

Cambiato il vento in quel di Roma, gli Ordini dei Medici passano ora la palla al Ministero della Salute, chiedendo proprio al Ministro Speranza di assumersi la responsabilità di dire che fine dovranno fare i medici non vaccinati, di cui l’Ordine non vuole più occuparsi in termini di provvedimenti disciplinari. In definitiva, secondo la Fnomceo, i medici no vax possono tranquillamente tornare a svolgere la propria professione, nonostante tutto. Del resto, soltanto per citare un famoso detto, “quando la nave affonda i topi scappano”, senza voler minimamente azzardare paragone alcuno con i roditori.

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