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Canone Rai, ecco chi non deve pagarlo e come si fa a chiedere l’esonero

Pubblicato il 18/06/2023 15:41 - Aggiornato il 18/06/2023 17:37

Non siamo gli unici ad aver osservato un graduale e inesorabile scadimento dell’offerta televisiva del servizio pubblico. Ecco perché il canone Rai, di 90 euro all’anno, è sempre più spesso visto come un inutile balzello, ma, essendo presente nelle imposte delle bollette della luce, come da riforma del 2016 voluta dal governo Renzi, è pressoché impossibile non pagarlo. Eppure, ci sono anche delle importanti esenzioni. Cerchiamo, ora, di capire chi sia esonerato dal pagamento e quale sia la procedura per disdire volontariamente (e legalmente) il servizio. È stata la stessa Agenzia delle Entrate ad aver pubblicato sul proprio portale un documento chiamato “Dichiarazione sostitutiva relativa al canone di abbonamento alla televisione per uso privato”. (Continua a leggere dopo la foto)
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Come disdire il Canone Rai

Nella suddetta dichiarazione bisognerà semplicemente puntualizzare che “la rete elettrica per uso domestico” venga utilizzata “esclusivamente per la luce e gli elettrodomestici” e che nell’appartamento “non esiste alcun apparecchio televisivo”. Chi ha il diritto all’esenzione deve presentare la dichiarazione sostitutiva entro il 31 gennaio. Se inviata adesso o comunque entro il 31 giugno, la richiesta l’esenzione riguarderà il secondo semestre dell’anno in corso. Nel caso fosse, invece, inoltrata a partire dal primo luglio 2023, l’esenzione riguarderà il 2024. Importante: tale richiesta ha validità annuale, dunque la procedura va ripetuta di anno in anno. In alternativa all’iter telematica, leggiamo su Il Giornale, si può anche inviare una Pec munita di firma digitale del richiedente e trasmessa alla Rai all’indirizzo: [email protected]. (Continua a leggere dopo la foto)
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Chi è esentato dal pagamento del canone

Al momento sono esentati di diritto dal pagamento del Canone esclusivamente coloro che abbiano compiuto almeno 75 anni di età, che vivano da soli o in coppia e “senza conviventi titolari di un reddito proprio (fatta eccezione per collaboratori domestici, colf e badanti)”. Questi soggetti devono dimostrare che nell’anno precedente abbiano maturato un reddito complessivo – sommando il proprio e quello dell’eventuale coniuge – pari o inferiore agli 8.000 euro. È importante sottolineare che l’agevolazione spetta per l’intero anno se il compimento del 75° anno è avvenuto entro il 31 gennaio dell’anno stesso. Se il compimento del 75° anno è avvenuto dal 1° febbraio al 31 luglio dell’anno, l’agevolazione spetta per il secondo semestre. Sono, inoltre, esentati dal pagamento i diplomatici, i funzionari di organizzazioni internazionali, gli impiegati consolari, i militari di cittadinanza non italiana, il personale civile delle forze Nato di stanza in Italia. Chi ha il diritto all’esenzione deve presentare una dichiarazione sostitutiva entro il 31 gennaio. Occorre precisare che la dichiarazione sostitutiva ha validità permanente: se negli anni a venire il soggetto continuerà a mantenere i requisiti richiesti (per quanto riguarda reddito e occupazione lavorativa), non sarà necessario rinnovare la richiesta di esenzione. Per la platea di diplomatici e militari si applicano alcuni articoli previsti dalla Convenzione di Vienna del 18 aprile 1961 e del 24 aprile 1963, nonché dalla Convenzione di Londra del 19 giugno 1951. (Continua a leggere dopo la foto)
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Tempi e modalità della richiesta di esonero

Il modulo, compilabile e scaricabile online, va inviato entro il 30 giugno. Se, nei pochi giorni che restano, non si è in grado si svolgere la procedura telematica sul sito dell’Agenzia delle Entrate, si può sempre spedire un plico raccomandato all’indirizzo: Agenzia delle entrate, Ufficio di Torino 1, S.A.T. – Sportello abbonamento TV – Casella Postale 22 – 10121 Torino. Per concludere, chi non abbia ancora chiesto il rimborso in tempo utile, il cui canone sia, dunque, già stato versato, parimenti può presentare la dichiarazione sostitutiva che certifica il possesso dei requisiti necessari. In tale occorrenza, l’esenzione riguarderà il 2024.

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