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“Non è mai stato isolato davvero”. Il medico lancia l’inquietante ipotesi: “Vaccini prima che nascesse”

Pubblicato il 12/03/2023 13:54 - Aggiornato il 12/03/2023 13:58

La pandemia potrebbe essere stata “programmata”. La bomba la sgancia Fabio Franchi, per lunghi decenni dirigente medico agli Ospedali Riuniti di Trieste, specializzato in Igiene, Medicina Preventiva e Malattie infettive. Per lui il virus del Covid, peraltro, “fisicamente non esiste”, poiché non sarebbe mai stato veramente isolato. Nei giorni scorso abbiamo dato spazio alla candida e involontaria ammissione del Ceo di Moderna che si lavorasse al vaccino ancora prima dell’individuazione del virus. Fabio Franchi torna dapprima su questo aspetto (foriero di inquietanti e allarmanti ipotesi) ovvero che abbiano brevettato le sequenze “specifiche” per il SARS-CoV-2 e che abbiano iniziato a preparare un vaccino specifico molto tempo prima che nascesse. Già nell’immediatezza dei fatti, appena il 22 ottobre 2020, Bianchi aveva esposto tali teorie già nel suo libro Covid-19. La catastrofe provocata dal virus che non c’è. Oggi, intervistato da Gioia Locati per suo blog su il Giornale, riformula la tesi. Tesi da cui evidentemente consegue che le statistiche “sono pesantemente manipolate e gonfiate”. Il virus Sars Cov 2 non è mai stato isolato, afferma dunque Fabio Franchi: “Il virus è un’entità ben precisa, non ha solo il codice genetico ma pure un particolare involucro. La sua esistenza va provata. Per ragionare scientificamente occorre partire da dati veri, altrimenti le conclusioni rischiano di essere false”. L’isolamento virale, come noi profani apprendiamo dalle parole del dottor Bianchi, è stato standardizzato negli anni Settanta, all’Istituto Pasteur di Parigi. Vi sono procedure specifiche da seguire “e ciò non è stato fatto”, nel senso che quello che è mostrato altro non è che un isolamento virtuale, “elaborato al computer partendo da una ipotetica sequenza di nucleotidi”. Di fatto sarebbe mancato il primo passaggio, cioè quello che certificasse che “la catena nucleotidica appartenesse a un nuovo virus”. Ciò significa che mancherebbe del tutto la dimostrazione, ad esempio, che un eventuale tampone positivo individui un nuovo virus chiamato SARS-CoV-2. Il nesso causale tra positività al tampone e malattia non è valido, dunque, perché appurato attraverso un test non validato e non standardizzato. In una parola, appunto, invalido. La stessa definizione del termine Covid fornita dall’Oms, poi, è fuorviante: infatti “può essere di tutto”. (Continua a leggere dopo la foto)
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covid franchi virus non isolato

Circa la cura del presunto Covid, nelle terapie intensive spesso i pazienti “venivano intubati, si praticavano talvolta pressioni respiratorie incongrue e li si bombardava di farmaci non scevri di pesanti eventi avversi”. Sicché torniamo all’affermazione con cui ci è parso giusto aprire: “la pandemia è stata programmata!” Ci sono le prove, aggiunge il medico friulano. “Bill Gates si ostinò a prevedere pandemie già dal 2015” e, nel 2019, attraverso l’Event 201, da lui finanziato, “ne prospettò con assoluta sicurezza una con 65 milioni di morti in 18 mesi”, ricorda ancora Franchi. Si trattò di una simulazione di pandemia da coronavirus al Johns Hopkins Center nell’ottobre 2019. Assai difficile risulta credere a una semplice coincidenza. Il pericolo paventato è la replica del modello cinese di controllo sociale, esteso su scala globale. D’altronde, l’identità digitale permette di controllare i cittadini: “Con un clic si fermano i conti correnti. È già successo in Canada ai camionisti che protestavano contro il Green Pass”. (Continua a leggere dopo la foto)

covid franchi virus non isolato

Negli anni Novanta, Fabio Franchi aveva criticato le spiegazioni ufficiali in merito all’AIDS, nel suo libro “AIDS, la grande truffa”, oltre che in numerosi articoli contro l’utilizzo dell’azidotimidina per curare l’AIDS.

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