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“Vaccino pronto prima della diffusione del virus”, Il Ceo di Moderna incastrato dall’intervistatrice (VIDEO)

Pubblicato il 02/03/2023 20:46

Oramai non si nascondono più, oppure si ritengono talmente intoccabili che possono anche sbandierare la verità. Tertium non datur. Quello che intendiamo dire è che il dubbio diffuso, che il vaccino anti Covid sia stato realizzato prima che la pandemia si diffondesse, trova conferma in quanto affermato (e passato un po’ in sordina) nientemeno che dal Ceo di Moderna, Stéphane Bancel. Intervistato nelle scorse settimane dalla CNBC, nota emittente americana a carattere finanziario, Bancel è caduto nella “trappola” tesa dalla giornalista Rebecca Quick. I due si erano già incontrati per una colazione di lavoro nel gennaio del 2020. In quell’occasione, ricorda l’intervistatrice, “Sei venuto da me in questa stanzetta e mi hai raccontato di come stessi lavorando ad un vaccino contro il Covid e a quel punto il Covid-19 neanche esisteva a tutti gli effetti”. La “stanzetta” è quella destinata alla stampa, a margine della conferenza del World economic forum di Davos, il meeting annuale dei signori dell’universo, dove anche nel 2022 i vertici di Big Pharma non potevano mancare. Una circostanza confermata dallo stesso CEO di Moderna. “Credo non avesse ancora un nome a quel tempo”, ha risposto, tradendosi. Anche il Ceo dell’altro colosso del farmaco, Pfizer, ovvero Albert Bourla era presente a Davos, e per questo aveva declinato l’invito a conferire con il Parlamento europeo, e ha dichiarato sempre alla CNBC che saranno prodotti cinque nuovi vaccini nei prossimi 18 mesi, essenzialmente per la Rsv, l’acronimo inglese per virus respiratorio sinciziale. Il fatto allarmante, e francamente inquietante, è che, come abbiamo scritto nelle scorse settimane, vi è stato un incremento del 300%, rispetto ai due anni precedenti, di accessi al Pronto soccorso di bambini con tale virus respiratorio, per lo più sotto l’anno di vita. La coincidenza temporale è evidente. Un probabile effetto avverso da vaccino curato con un vaccino, dunque. (Continua a leggere dopo il VIDEO)

Tornando al vaccino Moderna contro il Covid, all’epoca era nota soltanto l’esistenza di un virus respiratorio appartenente alla famiglia dei coronavirus e che era stato riscontrato anche fuori dalla Cina. Alla luce delle ben note reticenze della Cina all’inizio dell’emergenza – ma anche dopo – come ha fatto la casa farmaceutica americana a bruciare le tappe? Due giorni dopo che Pechino aveva comunicato la sequenza genetica del nuovo patogeno, i ricercatori statunitensi avevano preparato lo schema del vaccino immunizzante con tecnologia a mRna. (Continua a leggere dopo la foto)

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Frattanto, Bancel e Moderna, come ci informa Alessandro Rico per La Verità, è in trattativa per la fornitura vaccinale alla stessa Cina.

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