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La Germania è sempre la solita: “L’Italia dovrà rispettare il rigore fiscale e monetario”

Mentre i fedelissimi di Bruxelles continuano a dipingerci l’Europa come il Paese delle Meraviglie, dove gli Stati solidali si aiutano tra loro per superare le difficoltà comuni, il vero volto dell’Ue fa di nuovo capolino nelle dichiarazioni dell’ex ministro delle Finanze tedesco Wolfgan Schäuble. Pronto a sparare a zero sull’Italia, sport comune al di là del confine, e invocare un ritorno a quel rigore monetario e fiscale tanto caro alla Germania. Invitando anzi i Paesi dell’Eurozona a “una più stretta disciplina di bilancio, altrimenti la pandemia del Covid-19 sarà seguita da una pandemia del debito”.

La Germania è sempre la solita: "L'Italia dovrà rispettare il rigore fiscale e monetario"

Neanche il tempo di mettere sul tavolo il piano per la ripresa, insomma, che già la Germania ha iniziato a guardarci con sospetto, antipasto di quanto succederà nei prossimi mesi quando dovremo aspettarci polemiche e accuse per ogni euro speso. In un editoriale pubblicato dal Financial Times, l’ex miistro tedesco ha parlato del premier italiano Mario Draghi, spiegando: “Abbiamo discusso spesso con lui dell’azzardo morale e ci siamo sempre trovati d’accordo che la competitività e le politiche finanziarie sostenibili siano responsabilità del Paesi membri. Io sono sicuro che intenda rispettare questo principio da primo ministro italiano”.

Se però qualche Stato si sottraesse a questi principi, per Schäuble dovrebbe intervenire “un’istituzione europea con il potere di imporre il rispetto degli obblighi derivanti da regole decise insieme”. Un meccanismo di sorveglianza che riporti il prima possibile l’Europa entro i vecchi perimetri, particolarmente cari ai tedeschi, quelli del Patto di Stabilità da rispettare a tutti i costi e dei bilanci per forza in pareggio. Ignorando che, nel frattempo, c’è stata una pandemia che ha messo in ginocchio aziende e famiglie.

Un’azione, quella di Schäuble, non isolata. Già nelle scorse ore, infatti, il presidente della Bundesbank Jens Weidmann aveva esplicitamente chiesto all’Eurosistema di “stringere la corda della politica monetaria”. La conferma che l’Europa era e resta quella plasmata dai tedeschi. E che finché ne faremo parte, dovremo obbedire sempre e comunque a logiche che ci danneggiano.

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