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Coronavirus, per Gualtieri c’è la possibilità di una “contrazione rilevante” del Pil

Pubblicato il 12/03/2020 10:44 - Aggiornato il 12/03/2020 13:36

Se ne parla da giorni, nelle analisi degli esperti come nei vertici delle varie formazioni politiche. Ma per la prima volta in queste ore a parlarne è stato direttamente il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, che nel corso dell’audizione parlamentare sull’aumento del deficit ha ammesso la possibilità di una “rilevante contrazione del Pil in media d’anno”. Una recessione, insomma, senza troppi giri di parole. Le conseguenze di una crisi senza precedenti e il cui conto rischia di essere salatissimo per l’Italia e per tanti imprenditori medi o piccoli alle prese con l’emergenza e il crollo dei ricavi.

Coronavirus, per Gualtieri c'è la possibilità di una "contrazione rilevante" del Pil

Le parole di Gualtieri sono arrivate a margine del consiglio dei ministri che ha assunto la decisione storica di sforare il 3%, in accordo sostanziale con la Commissione Europea, e imboccare un sentiero che potrebbe portare il disavanzo italiano molto in alto. Per ora le cifre ufficiali parlano di 3,3%. Ma al netto, appunto, della recessione. Tanti gli scenari possibili, difficili da anticipare in un momento di incertezza simile. Ma tra questi, i rischi per il Pil sono sottolineati da tutti gli analisti.

Coronavirus, per Gualtieri c'è la possibilità di una "contrazione rilevante" del Pil

I motivi sono tanti, a partire dal fatto che l’Italia sia stato il primo Paese a dover fare i conti con una simile emergenza e a dover adottare misure estreme per il contenimento del coronavirus, misure che dovrebbero permettere nei prossimi giorni di tamponare l’emergenza e superare il periodo più difficile. Poi, probabilmente, sarà la volta del resto d’Europa, con i dati che evidenziano curve epidemiologiche simili a quelle che il nostro Paese ha conosciuto nel corso delle settimane passate.

Coronavirus, per Gualtieri c'è la possibilità di una "contrazione rilevante" del Pil

L’esplosione della crisi nel resto del Vecchio Continente sarebbe però un ulteriore problema per il nostro Paese, che proprio nel momento in cui potrebbe tirare il fiato si troverebbe a fare i conti con i danni all’export e al turismo derivanti dalla difficoltà degli altri Stati, che si sommerebbero a quelli che già pesano in questi giorni. Gualtieri a tal proposito ha parlato di una sostenibilità a lungo termine non in discussione. Ma anche chiarito che il percorso è lungo e impone un impegno senza precedenti.

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