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“Ecco perché la benzina è alle stelle”. La Procura indaga e scattano i controlli della GdF

Pubblicato il 08/01/2023 16:39 - Aggiornato il 08/01/2023 19:31

Il prezzo dei carburanti va alle stelle. Picchi anomali e talmente elevati che non trovano riscontro alcuno nell’andamento delle quotazioni petrolifere, che sono in realtà in ribasso (78 dollari a barile, il 4% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno). La ragione degli aumenti non è che il governo ha cancellato lo sconto sulle accise dei carburanti: il sospetto più che fondato, invece, è che siano scattati fenomeni speculativi sui prezzi dei carburanti su strade e autostrade, a seguito dello stop allo sconto. I forti incrementi dei listini alla pompa in tutto il territorio “non sembrano in alcun modo giustificati dall’andamento delle quotazioni petrolifere”, ha sottolineato anche il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. Al punto che dal Ministero dell’economia e finanze confermano che il ministro, Giancarlo Giorgetti, ha dato mandato alla Guardia di Finanza di monitorare la situazione e che la prossima settimana verranno resi noti i risultati dei controlli effettuati. (Continua dopo la foto)

La Procura di Roma indaga già sui rincari, compresi i prezzi del carburante, nell’ambito di un fascicolo aperto per individuare eventuali speculazioni. L’inchiesta è volta a verificare le ragioni di tale aumento ed individuare eventuali responsabilità. Gli accertamenti sono stati affidati al nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Roma. Una situazione, dunque, già all’attenzione del governo: nei giorni scorsi infatti il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto aveva bollato come “speculazione” un livello di prezzo di benzina e gasolio oltre i due euro. Pichetto aveva annunciato inoltre che, nel caso il livello fosse rimasto strutturalmente sopra quella soglia, l’esecutivo sarebbe stato pronto a intervenire nuovamente. Il ministro ipotizzava il caso di una crescita “stabile e significativa”, precisamente quella che si sta registrando in questi giorni. Lo avevamo già anticipato a inizio anno, ma non si aspettava un tale incremento. Sui prezzi dei carburanti è partita anche l’offensiva del Codacons, che chiama in causa l’Antitrust chiedendo di aprire una istruttoria per la possibile fattispecie di intesa anticoncorrenziale. “Abbiamo deciso inoltre di lanciare un boicottaggio nazionale dei distributori più cari – è scritto in un comunicato dall’associazione – invitando gli automobilisti italiani a verificare i prezzi sul proprio territorio, anche attraverso le apposite app che segnalano i gestori più convenienti, e a non fare rifornimento presso le pompe che applicano prezzi eccessivi”. Di recente, sempre il Codacons ha presentato un esposto a oltre cento Procure e alla Guardia di Finanza per aggiotaggio. Di rincaro in rincaro il prezzo dei carburanti ha toccato nuove vette, sino ai 2 euro al litro in media, e anche oltre. In alcune località siamo ben oltre la soglia “psicologica” dei 2 euro al litro: infatti, sull’isola di Vulcano il gasolio ha raggiunto quota 2,349 euro al litro in modalità servito, 2,239 euro al litro la benzina. A La Maddalena, in Sardegna, la benzina sale a 2,087 euro al litro, 2,229 euro il gasolio. A Ischia un litro di verde costa oggi 2,054 euro, il diesel vola a 2,104 euro. Proibitivi i prezzi non solo nei luoghi più remoti della Penisola, ma anche in autostrada: in modalità servito la verde arriva a costare 2,392 euro al litro sulla A1 Roma-Milano e il gasolio viaggia verso 2,5 euro al litro (2,479 euro). Anche sulla Torino-Savona il prezzo del gasolio è arrivato a superare la soglia dei 2, 40 euro. (Continua a leggere dopo la foto)

prezzo carburanti oltre 2 euro

Per tale motivo, la Codacons ha presentato l’esposto: “allo scopo di accertare eventuali speculazioni o rialzi ingiustificati dei listini”. Tali aumenti, va da sé, potrebbero incidere negativamente sull’inflazione, in lieve calo a dicembre: fino ad un +0,6%, secondo i dati forniti da Luigi Gabriele, presidente di Consumerismo, testata telematica dei consumatori. Attualmente il nostro Paese, con una media di 1,891 euro al litro, occupa la terza posizione in Ue per il prezzo più alto del gasolio, dietro solo a Svezia e Finlandia, mentre siamo al quarto posto per la benzina (1,827 euro al litro, in media). Prima del rialzo delle accise l’Italia era al dodicesimo posto in Europa per il diesel, al decimo per la benzina. (Continua a leggere dopo la foto)

“Se si considerano solo le imposte, l’Italia occupa il primo posto in classifica per la tassazione sul gasolio, con ben 0,958 euro di tasse su ogni litro di diesel – denuncia la Assoutenti – Rispetto alla media europea, gli italiani pagano un litro di benzina 24,8 centesimi di euro in più, +24,2 centesimi il gasolio”.

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