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Crolla il petrolio ma non il costo del carburante. Sempre colpa delle troppe tasse

Pubblicato il 21/04/2020 13:37

Il prezzo del petrolio è crollato a livelli mai visti prima, a causa di una lunga serie di fattori che passano dal lockdown imposto dai governi di mezzo mondo fino alle speculazioni. E allora, a guardare certi numeri, una domanda viene spontanea: ma il prezzo della benzina non è destinato a sua volta a scendere in maniera considerevole? Una speranza, quella di tanti italiani, che rischia però di rimanere tristemente delusa.

Crolla il petrolio ma non il costo del carburante. Sempre colpa delle troppe tasse

Economisti e analisti hanno infatti chiarito che i sogni dei cittadini sono destinati a rimanere tali a causa delle tasse. Ultimo in ordine cronologico, il presidente di Nomisma Energia Davide Tabarelli ha chiarito sulle pagine de La Stampa: “Il crollo del Wti è molto tecnico e finanziario, ha solo un impatto indiretto sulla materia prima petrolio. E comunque il prezzo di riferimento del greggio in Europa non è quello del Wti americano ma del Brent del Mare del Nord, che è sui 25 dollari a barile, livello già toccato a inizio aprile senza che si verificassero per questo miracoli sul fronte benzina”. Ma in Italia il problema è di diversa natura, prevalentemente fiscale.

Crolla il petrolio ma non il costo del carburante. Sempre colpa delle troppe tasse

Con quasi un euro di tasse su ogni litro, infatti, inutile aspettarsi improvvisi scossoni. Il prezzo della benzina potrà anche scendere un po’, ma è impossibile immaginare che vada al di sotto della soglia dell’1,20 euro al litro. I benefici per i consumatori potranno semmai arrivare sul fronte trasporti, sempre che però chi vende decida di riversare su chi acquista parte dei benefici. Il petrolio a basso prezzo rischia però di avere anche conseguenze negative, spingendo a investire molto meno, per un periodo di tempo difficile da prevedere, sulle energie rinnovabili, che rischiano di finire accantonate.

Crolla il petrolio ma non il costo del carburante. Sempre colpa delle troppe tasse

A crollare sarà però la produzione intera di petrolio, con diversi impianti che si fermeranno e non potranno riaprire in tempi rapidi. Con il rischio che, in futuro, il salto verso l’alto del prezzo del greggio sia proporzionale alla caduta di questi giorni, se non ancora più forte. Uno scenario non troppo lontano nel tempo, visto che potrebbe verificarsi già nel corso dell’estate o all’inizio dell’autunno.

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