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“Il governo cadrà già a gennaio”: lo scenario che terrorizza i partiti, cosa può succedere

Che siano solo voci o meno, lo scopriremo a breve. Quel che è certo è che tra i partiti politici la fibrillazione è già alta, di fronte alla notiza che Mario Draghi potrebbe abbandonare il suo ruolo di premier all’inizio del 2022. Uno scenario tratteggiato già in passato da diversi analisti e rilanciato ora dalla testata Il Dubbio, secondo la quale una volta scavallato l’anno l’ex presidente della Bce sarebbe pronto a farsi da parte dichiarando esauriti i suoi compiti, nello specifico campagna vaccinale e Piano nazionale di ripresa e resilienza (il famigerato Pnrr). Con buona pace degli onorevoli che lottano ancora per rimanere incollati alle rispettive poltrone.

Una mossa soltanto ipotetica, al momento, ma perfettamente sensata nell’ottica di un Draghi con lo sguardo già rivolto verso il Quirinale: in caso di “dimissioni” del governo, cadrebbero infatti di colpo tutti gli ostacoli posti fin qui dagli esponenti dei vari partiti alla candidatura al Colle dell’attuale premier, che sarebbe a quel punto sicuro dell’elezione come successore di Sergio Mattarella. Un’idea che non piace affatto, però, a tanti esponenti delle forze che sostengono il governo in carica e che ha già iniziato a tormentare i sonni di diversi leader.

In caso di passo indietro di Draghi, infatti, l’unica soluzione per evitare il voto anticipato sarebbe trovare in fretta e furia una nuova maggioranza per scongiurare l’ipotesi di elezioni anticipate. Sondaggi alla mano, un passo che in parecchi vorrebbero evitare. Salvini, per esempio, è dato dagli analisti in costante calo, mentre il Movimento Cinque Stelle, tradite anche le ultime promesse fatte in un passato ormai remoto, rischierebbe addirittura l’implosione. Non a caso, sembra già ricominciato il pressing su Mattarella per convincerlo ad accettare un secondo mandato: il Capo dello Stato, però, sembra fermo sulle sue posizioni.

Resta un ostacolo, tra Draghi e le dimissioni per volare al Colle: come la prenderebbero gli italiani? Convincerli che il governo abbia completato la sua missione non è cosa semplice, considerando come la pandemia sia tutt’altro che sconfitta e il Piano presentato all’Europa ancora non definitivo. C’è il rischio, insomma, che i cittadini percepiscano perfettamente il senso della mossa, utile soltanto per spianare la strada del Quirinale del premier. E non gradiscano affatto, in un momento in cui il Paese avrebbe piuttosto bisogno di sforzi per risollevare economia e occupazione.

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