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L’Italia scende in piazza: da Nord a Sud, monta la rabbia contro il governo Draghi

Da Torino a Roma, passando per Milano e Napoli, la rabbia sta scendendo in piazza. Quella degli italiani stremati da mesi e mesi di umiliazioni costanti, decisi a ribellarsi a un governo che continua privarli delle libertà garantite, almeno sulla carta, dalla Costituzione. Compreso il diritto di lavorare, che dal 15 ottobre sarà vincolato al possesso del Green pass: “Non ce l’hai? Torna a casa e dì addio allo stipendio”. Un clima d’odio in cui chi non si allinea viene discriminato, messo alla gogna. E che, per fortuna, ha spinto una parte dei cittadini a reagire.

L'Italia scende in piazza: da Nord a Sud, monta la rabbia contro il governo Draghi

Se a Roma il governo ha tentato di bollare la manifestazione come “neofascista”, lasciando che Forza Nuova si infiltrasse tra i manifestanti così da avere un pretesto per far intervenire le forze dell’ordine, a Torino in strada sono scesi anche i centri sociali, a conferma di come la rabbia non abbia connotazione politica. Con scene che si sono ripetute, identiche a quelle viste nella capitale: gigantografie di Mario Draghi date alle fiamme, una bandiera dell’Europa a fuoco, cori, striscioni.

Anche Napoli è stata segnata dalle proteste contro il governo Draghi, con un corteo partito da piazza Mancini che ha mandato in tilt, per un po’, il traffico, bloccando la rampa d’accesso all’autostrada nella zona Porto della città. Ai microfoni de La Stampa, i manifestanti hanno spiegato di essere scesi in strada contro chi continua a “scaricare la crisi economica generata dalla pandemia su chi sta già pagando il prezzo più salato”.

A Milano, i manifestanti si sono radunati di fronte agli uffici di Confindustria per poi fare tappa di fronte alla sede di Assolombarda. Fumogeni e slogan anche a Genova, sotto la sede di Confindustria. Da Nord a Sud, insomma, l’Italia è scesa in piazza, senza violenze (se non quelle organizzate ad arte con il tacito consenso del ministro Lamorgese) ma con tanta rabbia. Scene pronte a ripetersi con l’avvicinarsi del 15 ottobre, data in cui il Green pass diventerà obbligatorio per poter lavorare.

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