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“Non è detto che…”, l’incredibile dubbio della virologa Viola e quella frase bomba pronunciata in diretta: cosa ha detto

Pubblicato il 14/07/2022 08:47

Antonella Viola, una delle virostar più presenti in tv, radio e giornali, ha fatto la sua ultima apparizione nella puntata di martedì 12 luglio a “In Onda”, programma condotto su La7 da Concita De Gregorio e David Parenzo. La Viola ha ovviamente seguito il diktat di questi tempi e ha calcato la mano sull’onda del terrore estivo, esortando i più riottosi a farsi inoculare la quarta dose, senza aspettare l’arrivo di un vaccino aggiornato. Fin qui, stando alle loro convinzioni tutto normale. Una frase, però, è subito balzata alle orecchie di tutti, ed è stata ripresa in lungo e largo, perché la dice lunga… Queste le sue parole: “C’è stata quasi una eccessiva aspettativa sul nuovo vaccino e che ha causato un grave ritardo, perché anche le persone che hanno più di ottant’anni non sono andate a vaccinarsi. Perché? Perché si è parlato molto nei giornali, in televisione di questo nuovo vaccino specifico che arriverà a settembre e ottobre anti-Omicron. In realtà non è detto che questo vaccino sia migliore di quello che abbiamo oggi“. (Continua a leggere dopo la foto)

Continua la Viola? “Perché? Perché non è stato fatto uno studio comparativo. E quello che abbiamo oggi invece sappiamo che funziona. Sappiamo che la quarta dose per le persone che hanno più di sessant’anni protegge dall’infezione e dalla malattia severa. Quindi è inutile aspettare qualcosa che forse arriverà e forse non arriverà: è meglio vaccinarsi subito”. Come commenta Claudio Romiti sul sito di Nicola Porro, “per chi ha appena approfondito la spinosa questione dei vaccini (non del “vaccino”, come sostiene la Viola, inducendo l’uditorio a ritenere che non esistano alternative ai due più costosi che l’Italia ha deciso di adottare e che si basano su una discussa metodologia tipica delle terapie geniche) non può che scandalizzarsi di fronte all’esposizione all’ingrosso espressa dall’immunologa tarantina”. (Continua a leggere dopo la foto)

Spiega Romiti: “In primis, i due vaccini predisposti per la quarta dose e le altre in divenire, ossia Pfizer e Moderna, secondo molti studi recenti risultano ampiamente obsoleti. Studi citati dal professor Mariano Bizzarri nel suo libro Covid-19, un’epidemia da decodificare, e dai quali egli tira alcune importanti conclusioni, partendo dal principio di fondo con cui sono stati realizzati gli innovativi vaccini a mRNA: ‘È venuto il momento di ridiscutere con franchezza l’utilità dei vaccini costruiti con mRNA. È oramai chiaro che l’emergere di nuove varianti, paventata da tempo, finisce – prima o poi – con il rendere obsoleto qualunque vaccino che si basi sulla tecnologia a mRNA. L’informazione genica veicolata consente di far sintetizzare grandi quantità della proteina target (la Spike) da parte delle cellule umane, che successivamente la riconoscono come ‘estranea’ e promuovono quindi la risposta immune. Se la proteina però cambia, come avviene a seguito delle mutazioni cui va incontro il virus, l’anticorpo prodotto non riconosce più il bersaglio e il virus evade il controllo immunologico con grande facilità'”. Ma questo anche noi lo diciamo da tempo, già dalla seconda variante, rifacendoci alle parole del premio Nobel Montagnier che aveva già previsto tutto: è proprio questo vaccino a creare le varianti. (Continua a leggere dopo la foto)

Continua Romiti: “Da qui si evince la ragione, che la professoressa Viola sembra ignorare completamente, per la quale stiamo assistendo ad una sorta di epidemia di ritorno dei vaccinati, visto che oltre il 90% della popolazione si è sottoposta a ben tre dosi dei medesimi vaccini, sebbene la stessa sia convinta che la quarta dose, identica alle altre, riesca laddove queste ultime stanno clamorosamente fallendo, ovvero proteggere dall’infezione. Ma non basta, non si capisce per quale motivo i vaccini dei virus influenzali – virus a RNA come il Sars-Cov-2 – debbono essere necessariamente aggiornati ogni anno, mentre nei riguardi del Coronavirus, malgrado l’infinita sequenza di mutazioni cui è stato oggetto, dovrebbero essere ancora efficaci quelli predisposti per la sua primissima versione, oramai vecchia di quasi tre anni”. L’unica certezza è che qui di sanitario non c’è più nulla. Viola o non Viola.

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