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“Sindacati, che figura di…” Cgil in mutande, la denuncia del suo storico portavoce. La rivelazione-terremoto

Pubblicato il 12/09/2023 08:02 - Aggiornato il 21/09/2023 11:47
Massimo Gibelli Cgil Jobs Act

L’Italia è quel Paese in cui si creano alcuni cortocircuiti capaci di assumere sempre dei contorni tragicomici. Come nel caso della Cgil che mentre si ritrova a organizzare un referendum per abrogare il Jobs Act di Renzi deve leggere un’intervista al suo ex portavoce, Massimo Gibelli, che confessa di essere stato licenziato dalla Cgil stessa proprio con il Jobs Act. “Il 4 luglio, al rientro da un breve periodo di ferie, sono convocato dal segretario organizzativo. Durante il colloquio mi viene comunicato il ‘licenziamento per giustificato motivo oggettivo’ e consegnata la lettera raccomandata a mano in cui si specifica che ‘la data odierna, 4 luglio 2023, è da considerare l’ultimo suo giorno di lavoro’. Seguono ringraziamenti e saluti di rito”. Inizia così il racconto di Massimo Gibelli, ex portavoce dei leader della Cgil come Sergio Cofferati, Susanna Camusso, e Maurizio Landini. (Continua a leggere dopo la foto)
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Dall’estate 2023, infatti, Massimo Gibelli non fa più parte del sindacato. “Non capita a tutti di essere licenziati dal sindacato. A me è successo. La Cgil mi ha licenziato il 4 luglio. Per di più sfruttando anche il Jobs act“, attacca in un sfogo all’Huffington Post. “In un comunicato venni pubblicamente ringraziato per il lavoro svolto fino ad allora. Mi resi immediatamente disponibile ad essere utilizzato in altro incarico, in qualunque posizione e struttura l’organizzazione ritenesse proficuo utilizzare le mie competenze”. Gibelli scrive anche una mail al segretariato organizzativo, per fare presente che da 2 anni è senza incarico. La risposta? (Continua a leggere dopo la foto)
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Massimo Gibelli licenziato dalla Cgil con il Jobs Act

Pochi mesi dopo, arriva l’ultimo giorno di lavoro. “Ovviamente il licenziamento è stato impugnato e sono ora in corso le conseguenti procedure”, precisa col dente avvelenato Massimo Gibelli. Il licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo è previsto dall’articolo 3 della legge n. 604 del 1966, più volte modificato nel corso degli anni, in ultimo nel 2015 dal Jobs Act di Renzi. Cofferati, Epifani, Camusso e infine Landini– Una storia lunghissima dentro la Cgil. Fino al benservito. “Un ringraziamento a chi in questi ultimi mesi mi è stato vicino con calore e solidarietà e a chi lo vorrà essere in futuro.

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