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“Più danni che benefici”. L’ultima prestigiosa ricerca che affossa le politiche di Speranza e Big Pharma

Pubblicato il 27/05/2022 13:12

I ricercatori Kevin Bardosh. Alex de Figueiredo, Rachel GurArie, Euzebiusz Jamrozik, James Doidge, Trudo Lemmens, Salmaan Keshavjee, Janice E Graham e Stefan Baral hanno pubblicato un interessantissimo articolo sulla prestigiosa BMJ Global Health dal titolo emblematico: “Le conseguenze indesiderate della politica sui vaccini COVID-19: perché obblighi, passaporti e restrizioni possono causare più danni che benefici”. Scrivono gli studiosi: “Le politiche di vaccinazione sono cambiate drasticamente durante il COVID-19 con il rapido emergere di obblighi vaccinali a livello di popolazione, passaporti vaccinali e restrizioni differenziali basate sullo stato di vaccinazione. Sebbene queste politiche abbiano stimolato il dibattito etico, scientifico, pratico, legale e politico, la valutazione delle loro potenziali conseguenze indesiderate è stata limitata. Qui, delineiamo una serie completa di ipotesi sul motivo per cui queste politiche potrebbero in definitiva essere controproducenti e dannose”. (Continua a leggere dopo la foto)

E scrivono nell’abstract: “Il nostro quadro considera quattro domini: (1) psicologia comportamentale, (2) politica e diritto, (3) socioeconomia e (4) integrità della scienza e della salute pubblica. Sebbene gli attuali vaccini sembrino aver avuto un impatto significativo sulla riduzione degli oneri di morbilità e mortalità correlati al COVID-19, sosteniamo che le attuali politiche obbligatorie sui vaccini sono scientificamente discutibili e possono causare più danni che benefici alla società. La limitazione dell’accesso delle persone al lavoro, all’istruzione, ai trasporti pubblici e alla vita sociale in base allo stato di vaccinazione contro il COVID-19 incide sui diritti umani, promuove lo stigma e la polarizzazione sociale e influisce negativamente sulla salute e sul benessere”. (Continua a leggere dopo la foto)

E ancora: “Le politiche attuali possono portare a un ampliamento delle disuguaglianze sanitarie ed economiche, impatti negativi a lungo termine sulla fiducia nel governo e nelle istituzioni scientifiche e ridurre l’adozione di future misure di salute pubblica, compresi i vaccini COVID-19 e le vaccinazioni di routine. L’obbligo della vaccinazione è uno degli interventi più potenti nella salute pubblica e dovrebbe essere usato con parsimonia e attenzione per sostenere le norme etiche e la fiducia nelle istituzioni”. (Continua a leggere dopo la foto)

Concludono: “Sosteniamo che le attuali politiche sui vaccini COVID-19 dovrebbero essere rivalutate alla luce delle conseguenze negative che descriviamo. Sfruttare strategie di potenziamento basate sulla fiducia e sulla consultazione pubblica e migliorare i servizi e le infrastrutture sanitarie rappresentano un approccio più sostenibile per ottimizzare i programmi di vaccinazione contro il COVID-19 e, più in generale, la salute e il benessere della popolazione”. Per leggere la ricerca completa, rimandiamo a questo link.

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