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Vaccini, due miliardi di euro buttati. Ecco come Speranza ha sprecato i nostri soldi. Ora li restituisca

Pubblicato il 10/09/2022 11:53

La bellezza di 19 milioni di dosi di vaccino contro Omicron 1 già acquistate. E che rischiano, però, di rimanere per sempre in frigo, visto che nel frattempo, a metà settembre, è attesa l’approvazione da parte dell’Ema (Agenzia europea del farmaco) del nuovo prodotto Pfizer pensato per contrastare l’ultimo ceppo della sotto-variante 5 del Covid, quella oggi dominante. L’ennesimo buco nell’acqua nella gestione della pandemia da parte di Mario Draghi e Roberto Speranza, un flop che rischia, ancora una volta, di costare carissimo all’Italia. I numeri, infatti, parlano ampiamente da soli.

Come spiegato da La Stampa, il calcolo è presto fatto: ogni fiala costa in media circa 20 euro, quindi in totale rischiamo di buttare letteralmente dalla finestra 380 milioni di euro. Una cifra altissima e che sale ancora, arrivando fino a 940 milioni di euro, se si considerano “le 28 milioni di dosi che scadono a fine anno di vaccini non aggiornati”, come ha precisato il generale Tommaso Petroni, a capo della task force per il completamento della campagna vaccinale. E le brutte notizie non sono ancora finite.

Se a questo tesoretto già imponente andiamo infatti ad aggiungere anche i 60 milioni di vaccini donati all’Africa perché rimasti sostanzialmente inutilizzati, ecco che si arriva al totale di 2 miliardi di euro andati in fumo, colpevolmente. Soldi che potevano trasformarsi in preziosi aiuti destinati alle famiglie, costrette a fare i conti con la crisi energetica e il folle aumento delle bollette. Vero che gli acquisti sono stati fatti a livello centralizzato dall’Europa, ma l’Italia dovrà comunque pagare la sua parte di conto in un momento quanto mai inopportuno.

L’Ue ha ribadito di aver puntato a garantire la massima copertura vaccinale possibile. Ma al di là della volontà di insistere su vaccini che lo stesso mondo della scienza ha criticato sotto il profilo della sicurezza e dell’efficacia, resta da capire perché si sia deciso di partire subito con milioni di farmaci che rischiano di essere superati a breve da altri prodotti più aggiornati. Ci sono tutte le premesse, insomma, per l’ennesima stagione di restrizioni e obblighi vaccinali, che ancora una volta si rivelerà uno spreco di soldi senza senso.

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