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“Sul Covid abbiamo sbagliato”. Lo “Speranza francesce” chiesa scusa: la verità, finalmente, sulla pandemia

Pubblicato il 09/09/2022 11:53

Tanto per capire quanto distante sia ormai l’Italia dal resto d’Europa (e del mondo) nella sua difesa a oltranza dei vaccini anti-Covid, ecco arrivare la notizia di un libro pubblicato dal ministro uscente della Salute francese. La versione transalpina di Roberto Speranza, in pratica, a sua volta autore di un testo di recente. Sfogliando i due contenuti, però, le differenze saltano subito all’occhio: Olivier Véran è infatti arrivato addirittura a chiedere scusa per la gestione della pandemia, mentre il nostro Speranza, che è stato costretto a ritirare la sua opera, continua a gonfiare il petto e dirsi impeccabile nel suo operato.

L’ammissione di responsabilità di Véran è stata anticipata da un’intervista rilasciata alla testata Le Parisien, nella quale l’ex titolare della Salute ha ammesso delle colpe nella gestione soprattutto della fase iniziale della pandemia e chiesto scusa per gli errori, a partire dalle mascherine: “La verità è che sulle mascherine ci siamo sbagliati noi e basta. Noi, l’Organizzazione mondiale della Sanità, le autorità nazionali. Certamente in buona fede, ma ci siamo sbagliati”.

Il riferimento è alla confusione scatenata dal governo francese, che prima aveva definito “inutili” le mascherine nel marzo 2020 salvo poi fare rapidamente retromarcia. Il tutto mentre le scorte di dispositivi di protezione per il viso era agli sgoccioli. L’ex ministro si è così assunto “le responsabilità di tutte le decisioni prese, appropriate o meno. Voglio presentare le scuse per questo incredibile errore di apprezzamento”.

Véran ha anche ammesso l’assurdità di alcuni provvedimenti assunti col passare dei mesi, come permettere ai locali l’apertura all’esterno soltanto previa adozione di vetri in plexiglas per separare i tavoli. Nel libro c’è anche una stoccata agli altri Paesi europei, che inizialmente avevano criticato le decisioni del governo francese: “Hanno finito tutti per imitarci”.

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