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Paesi Bassi, un paradiso fiscale per imprese (anche di Stato) che ci costa 3,4 miliardi l’anno

I Paesi Bassi hanno iniziato ad essere un paradiso fiscale per le grandi aziende italiane già a partire dagli anni ’80. Un paradiso fiscale che non solo attrae imprese private, ma anche imprese di Stato e che nel complesso toglie ogni anno al fisco nazionale circa 3,4 miliardi di euro (6,5 se si considerano anche le aziende che hanno la sede legale in altri Paesi come Ilranda, Lussemburgo, Cipro, Belgio e Malta).

Tra i gioielli di famiglia del Tesoro pubblico, Eni, Enel e Sapiem. Enel è diventato un gruppo presente ad Amsterdam con le società finanziarie Enel Finance, International N.V. e Enel Investement Holding B.V., che promuovono obbligazioni e altre forme di investimento incentrate su produzione e distribuzione di energia elettrica.

L’”emigrazione” di Eni inizia invece nel lontano 1994 con la Eni international B.V. ed è attiva nei setori di petrolio, gas naturale ed energie rinnovabili. Saipem gestisce attraverso la Saipem International B.V. 30 società dell’ex gruppo statale impegnate nella costruzione di gasdotti, oleodotti e infastrutture per la ricerca di giacimenti di idrocarburi.

Grandi aziende dalle cifre iportanti anche nel privato, tra queste non mancano sicuramente tutte quelle riconducibili alla famiglia Agnelli: Exor, Fca e perfino la Ferrari, simbolo indiscusso del Made in Italy.

Insomma, la nostra amica Olanda è un magnete di sedi legali e fiscali per molte imprese che approfittano delle tasse volutamente tenute basse per chi viene dall’estero, per trarre benefici fiscali. Nel frattempo ai tavoli europei eccelle nel bacchettare.

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