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Vergogna, si autoassolvono! Il tribunale dei ministri grazia Conte e Speranza. L’assurda decisione

Pubblicato il 08/03/2023 20:56

Il Tribunale dei Ministri, ovvero la sezione del tribunale ordinario competente per le indagini sui presidenti del Consiglio e sui ministri nell’esercizio delle loro funzioni, ha archiviato la denuncia dei familiari delle vittime del Covid contro i vertici del governo Conte per la diffusione della pandemia. Tutte archiviate, dunque, le posizioni del due volte premier e degli ex ministri del suo esecutivo Luciana Lamorgese, Lorenzo Guerini, Luigi Di Maio, Roberto Gualtieri e Alfonso Bonafede, indagati in seguito agli esposti, non solo, delle associazioni dei familiari delle vittime, ma anche dalle rappresentanze dei consumatori e di alcuni sindacati, per la gestione delle prime fasi della pandemia. Per intenderci, dalla medesima denuncia, e con esiti diametralmente opposti, è partita l’inchiesta di Bergamo. Il fatto quantomeno curioso è che l’archiviazione dei magistrati romani Maurizio Silvestri, Marcella Trovato e Chiara Gallo arriva nello stesso giorno in cui lo stesso ex ministro della Salute, Roberto Speranza, è nuovamente indagato nello stralcio romano della stessa inchiesta bergamasca sulla gestione dell’emergenza sanitaria e, in particolare, sul mancato aggiornamento del piano pandemico, assieme ai suoi predecessori Beatrice Lorenzin e Giulia Grillo. Emerge una certa, marcata, discrasia tra i differenti provvedimenti emessi da sezioni differenti del Palazzo di Giustizia capitolino. Gli ex rappresentanti dell’esecutivo erano indagati (anche) dal Tribunale dei ministri per epidemia colposa e omicidio colposo, per “le inefficienze e i ritardi del governo nell’adozione delle misure organizzative e restrittive necessarie a fronteggiare l’emergenza Covid”. Gli esponenti del governo non possono, secondo il Tribunale dei ministri, ritenersi responsabili di nulla dal momento che, come si legge nel documento ripreso dal Corriere della sera, “soprattutto in una situazione di incertezza come quella sopra descritta non era esigibile da parte degli organi di governo l’adozione tout court di provvedimenti in grado di impedire ogni diffusione dei contagi che non tenessero conto della necessità di contemperare interessi diversi e in particolare la tutela della salute e la tenuta del tessuto socio-economico della collettività“. (Continua a leggere dopo la foto)
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Secondo i magistrati che compongono tale sezione non si ravviserebbe l’ipotesi di omicidio colposo plurimo ipotizzata dalle famiglie: mancherebbero, sotto il profilo giuridico, i presupposti per contestare qualsiasi reato. “Per verificare la colpevolezza si dovrebbe conoscere la genesi del contagio delle singole vittime e stabilire, al di là di ogni ragionevole dubbio, che misure di contenimento che non siano state adottate dal governo o disposte in ritardo avrebbero evitato il contagio o l’esito letale”, scrive l’organo deputato a indagare sui membri dell’esecutivo. In realtà, ci pare d’essere già oltre ogni ragionevole dubbio. (Continua a leggere dopo la foto)

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Pronta la replica dell’avvocato Vincenzo Perticaro, per il sindacato Asia Usb: “A differenza di quanto si dice nell’archiviazione non siamo negazionisti, tanto meno No vax. Abbiamo denunciato precise responsabilità dell’Organizzazione mondiale della sanità, su cui non abbiamo avuto alcuna risposta né dalla Procura né dal Tribunale. La dimostrazione che avevamo ragione ce la offre la Procura di Bergamo, dove abbiamo depositato la nostra denuncia con esiti diversi”.

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