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Speranza indagato (di nuovo)! Nuova grana per lui, per Lorenzin e Grillo. L’inchiesta di Roma

Pubblicato il 08/03/2023 19:09 - Aggiornato il 08/03/2023 19:11

La notizia è di queste ore, ma la si attendeva da tempo. Non solo Roberto Speranza, già indagato dalla Procura di Bergamo, ma anche i suoi predecessori, Giulia Grillo e Beatrice Lorenzin, sono oggi indagati dal Tribunale di Roma: si tratta dello stralcio della stessa inchiesta di Bergamo e si riferisce all’oramai noto mancato aggiornamento del piano pandemico, fermo al 2006. Un filone, altrettanto importante, delle indagini lombarde che hanno già portato alla notifica per i reati di epidemia colposa aggravata, omicidio colposo plurimo per lo stesso Speranza, Giuseppe Conte e i vertici della Sanità lombarda. Dunque, Beatrice Lorenzin, che fu ministro della Salute ininterrottamente nei governi Letta, Renzi e Gentiloni, e Giulia Grillo, titolare dello stesso dicastero nel governo Conte I, sono parimenti responsabili della grave omissione. Una delle concause della pessima gestione dell’emergenza sanitaria. L’accusa, dunque, è di omissione in atti d’ufficio. Il proverbiale Vaso di Pandora magari non si è ancora aperto del tutto, eppure già mostra degli spiragli. I tre ex ministri, in particolare, sono indicati come “responsabili dell’omessa istituzione e rinnovo del Comitato Nazionale per la pandemia“. Oltre agli ex ministri Speranza, Grillo e Lorenzin, per l’ipotesi di reato di omissione in atti d’ufficio, perché non avrebbero aggiornato il piano pandemico nonché omesso di definire i piani nel dettaglio, sono altresì destinatari delle comunicazioni giudiziarie: Giuseppe Ruocco, in qualità di direttore generale della Direzione prevenzione sanitaria dal 2012 al 2014 e dal 2017 al 2021 come segretario generale del ministero della Salute; Ranieri Guerra, già direttore vicario dell’Oms, nonché direttore generale della Direzione Prevenzione Sanitaria del ministero della Salute (dal 2014 al 2017); Maria Grazia Pompa, direttrice dell’Ufficio 5 fino al 2016, e Francesco Paolo Maraglino, direttore dell’Ufficio 5 della Direzione prevenzione sanitaria. (Continua a leggere dopo la foto)
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La posizione di tredici indagati era stata tramessa, lo scorso novembre, dalla Procura di Bergamo a quella di Roma, per la competenza territoriale di quest’ultima. Tra costoro spicca il nome Ranieri Guerra, che è indagato anche per un altro reato, quello di falso ideologico. Sarebbe responsabile, secondo la procura di Bergamo, che ha inviato a quella di Roma gli atti dell’inchiesta, “per i dati falsi comunicati a Oms e Commissione europea attraverso appositi questionari”, assieme ai dirigenti ministeriali Claudio D’Amario, Francesco Maraglino, Loredana Vellucci e Mauro Dionisi. Leggiamo i nomi, tra gli altri, su La Stampa. (Continua a leggere dopo la foto)

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Ma non finisce qui: è indagato per “truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche” il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, che era anche il portavoce del famigerato Comitato tecnico scientifico. Insomma, un vero terremoto politico-giudiziario, quello che sta avvenendo in queste ore.

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