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“Mi sono rifiutata di farlo”. Covid, le sconcertanti rivelazioni di un’infermiera a Raffaella Regoli (il VIDEO)

Pubblicato il 08/03/2023 16:31 - Aggiornato il 08/03/2023 16:33
Regoli infermiera vaccini

L’inchiesta di Bergamo sul Covid, focalizzata (purtroppo) solo sulla gestione della prima ondata e in particolare nella bergamasca, sta travolgendo di giorno in giorno l’allora governo giallorosso guidato da Giuseppe Conte e con Roberto Speranza al ministero della Salute. Se questa inchiesta ha avuto il merito di scoperchiare il vaso di pandora, sappiamo anche che c’è molto da fare, da indagare e da scoprire. E che, purtroppo, difficilmente si arriverà – almeno dal punto di vista legale – a una condanna per l’ex premier e per l’ex ministro della Salute. Gli italiani però almeno sapranno come sono andate davvero le cose e di chi siano state le responsabilità. Mentre si apre dunque il filone della gestione della prima emergenza, se ne dovrebbe aprire anche un altro sui vaccini. Nell’attesa della magistratura, almeno il giornalismo non dovrebbe fermarsi. Raffaella Regoli di “Fuori dal coro”, ad esempio, nell’ultima puntata della trasmissione condotta da Mario Giordano su Rete4 ha voluto continuare a indagare proprio sul fronte vaccini. Lo ha fatto intervistando un’infermiera che se ne è occupata direttamente. E cosa ha scoperto? (Continua a leggere dopo la foto)
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Una parte del giornalismo italiano, quello non asservito al potere e quello che non si è scordato la propria deontologia professionale, non si piega e vuole la verità, sotto traccia indaga, fa inchieste, si interroga, trova documenti e porta all’attenzione di tutti la realtà che per troppo tempo hanno voluto tenere nascosta. Da questo punto di vista un onore al merito va certamente a Raffaella Regoli. Nel suo ultimo servizio per la puntata del 7 marzo di “Fuori dal coro”, dall’emblematico titolo “Le bugie sul covid: “Ora vogliamo la verità anche sui vaccini”, Regoli scopre altre cose fondamentali. Dice la giornalista: “Il silenzio degli innocenti oggi è una voce assordante che chiede verità e giustizia”. E subito dopo va in onda l’intervista esclusiva a un’infermiera (che mantiene l’anonimato per la sua sicurezza). (Continua a leggere dopo la foto)

Regoli intervista un’infermiera che ha lavorato nei centri vaccinali: “Questi sono flaconi di vaccini Cominarty – che sarebbe Pfizer -. Il governatore a un certo punto ha chiesto di estrarre la settima dose da un flacone, quindi il personale pur di estrarre la settima dose diluiva in modo completo con 2 millilitri di fisiologica. L’efficacia non era garantita perché era troppo diluito il prodotto. Qual era l’obiettivo? Vaccinare il più possibile, fare numeri. Interessava soltanto quante dosi venissero fatte”, rivela. Poi, come è noto, a un certo punto i vaccini sono scaduti. E allora? (Continua a leggere dopo la foto)

Dice l’infermiera a Raffaella Regoli: “Ma noi abbiamo continuato a vaccinare: ci autorizzavano a fare i vaccini anche se erano scaduti“. Sugli effetti avversi spiega ancora l’infermiera che ha lavorato al centro vaccinale: “Diversi. Reazioni allergiche, malori… Ma sono sempre stati sottovalutati. Non si poteva dire. Ma tra di noi lo sapevamo”. Ma cosa vuol dire vaccinare il più possibile anche con vaccini scaduti? A questa domanda risponde il dottor Giovanni Frajese, candidato con Italexit alle ultime elezioni per portare avanti la battaglia per la verità. Frajese, per essersi opposto, è stato sospeso: “È stato fatto tutto come se fossero caramelle. Ma non sono caramelle, quelli sono prodotti che vanno seguiti con attenzione estrema”. (Continua a leggere dopo il video)

Frajese: “Un pericolo per la salute”

Conclude Frajese: “Le scadenze in questi vaccini servono per preservare il più possibile l’integrità dell’Rna che è fondamentale per l’azione terapeutica proposta. Se l’Rna viene frammentato o degradato diventa un pericolo per la salute“. Cosa dovrebbe indagare oggi la magistratura chiede Raffaella Regoli? “Dalla vigile attese alle scelte terapeutiche che sono state poi utilizzate. La vaccinazione di massa senza considerare il rischio/beneficio. Non riuscivo a dormire la notte quando ho iniziato a vedere che si arrivava addirittura di darlo ai bambini senza una sperimentazione che fosse assolutamente adeguata”. E anche l’infermiera intervistata non chiuderà occhio per un bel po’ di tempo.

QUI il servizio completo di “Fuori dal coro”

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