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Trenitalia chiede scusa per quello che è successo su un treno a un bimbo autistico

L’ultimo caso di discriminazione nei confronti di un disabile su un treno ha ancor di più del vergognoso. Maria, madre di Andrea, un bambino autistico, si è vista umiliata a bordo del regionale Trenitalia che porta da Vesima a Brignole, da due ciclisti che occupavano indebitamente l’accesso alla carrozza per disabili. Maria racconta di aver chiesto ai due di poter spostare le bici per permetterle di passare insieme al figlio. “Dove cazzo le mettiamo le bici?”, le hanno risposto i due. Racconta la donna a La Voce di Genova: “Ho detto loro che non potevano occupare un vagone destinato ai disabili, ma mi hanno risposto che non vedevano disabili”, racconta Maria, che quando ha spiegato che il figlio, che nel frattempo era diventato irrequieto, soffre di autismo si è sentita rispondere: “Suo figlio non è disabile, è solo maleducato”. (Continua a leggere dopo la foto)

“Non ci ho visto più, – racconta ancora la donna – ho cominciato a urlare, tanto da attirare il capotreno a cui ho comunque dovuto mostrare la documentazione di Andrea per dimostrare la sua disabilità, che non è evidente, perché mio figlio non è in carrozzina, né ha segni evidenti della sua malattia”. A quel punto i ciclisti sono stati fatti scendere, ma prima hanno umiliato Maria e Andrea dicendo che il bambino, in quanto autistico non potrebbe salire sul treno. Siamo alla barbarie più totale. Ieri, però, c’è stata una lunga telefonata tra la direttrice regionale di Trenitalia Liguria Giovanna Braghieri e Marco Mani, rappresentante di oltre 1.200 famiglie con figli disabili in Liguria. (Continua a leggere dopo la foto)

Come riferisce Repubblica, Braghieri ha voluto esprimere “personalmente rammarico, dispiacere e disappunto” su quanto accaduto alla mamma di un bambino autistico sul treno Trenitalia da Voltri a Brignole. E ha ribadito alla signora, attraverso di lui, “la nostra attenzione massima verso tutta la clientela, soprattutto quella con disabilità”. Mani dal canto suo, si è reso disponibile a implementare i protocolli di Trenitalla per aiutare gli operatori a favorire un accesso migliore alle persone con problemi di neuro-sviluppo. (Continua a leggere dopo la foto)

Il bambino di cinque anni, vittima di questa inaudita violenza – è affetto da autismo di terzo livello e iperattività di settimo grado. La capotreno che è intervenuta, facendo scendere i due e suggerendo loro il treno successivo dove c’erano più posti liberi, ha chiesto alla mamma di mostrare i documenti che attestavano la disabilità del figlio: anche su questo fronte Trenitalia ha assicurato che “svolgerà approfondimenti”.

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