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“Trattata come una bestia”. Ilaria Salis, spunta una lettera. Incontro Meloni-Orban, cosa si sono detti

Pubblicato il 01/02/2024 10:36 - Aggiornato il 01/02/2024 10:39

La vicenda di Ilaria Salis ha diviso l’opinione pubblica italiana. Ma la discussione fra innocentisti e colpevolisti, fra chi ha in simpatia questa giovane insegnante-attivista che va in giro per l’Europa a battagliare con le frange di estrema destra e chi invece la detesta, rischia di far perdere il senso della discussione in atto. Che riguarda non il fatto che la Salis sia simpatica o antipatica. E nemmeno che sia colpevole o non colpevole. Ma il necessario rispetto dei diritti umani da garantire ai detenuti. E su questo bisognerebbe ragionare tutti con lucidità. Perché se vengono a mancare le basi dei diritti civili, in qualsiasi circostanza, si perde il faro che guida la nostra civiltà. Quindi il caso-Salis va affrontato da un punto di vista diverso. Non strumentalizzando la vicenda come alcuni hanno cercato di fare in questi giorni. (continua dopo la foto)

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Che la situazione sia molto particolare, lo dimostra l’incontro bilaterale fra Orban e Meloni di mercoledì sera a Bruxelles. Ma prima di parlarne, per chiarire bene perché il caso abbia destato tanto scalpore va condiviso almeno in parte il contenuto di una lettera che la Salis ha inviato al suo avvocato il 2 ottobre scorso. Resa nota in esclusiva dal Tg La7, la missiva parla delle condizioni di detenzione nel carcere di massima sicurezza ungherese. “Sono trattata come una bestia al guinzaglio”, scrive l’insegnante. “Sono tormentata dalle punture delle cimici. Nelle celle e nei corridoi è pieno di scarafaggi e nei corridoi si aggirano i topi. Per cinque settimane non ho ricevuto un cambio di abiti o di lenzuola. Il cio p scarso e sono denutruta. L’aria è poca, solo quella che filtra dallo spioncino. Trascorro 23 ore su 24 in una cella completamente chiusa”. (continua dopo la foto)

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A conferma delle condizioni di detenzione, c’è anche la testimonianza di una donna italiana che ha passato alcuni mesi nello stesso carcere di Salis. Insieme alle immagini del processo in cui l’insegnante monzese appare con i ceppi a mani e piedi, trascinata con una catena da un’agente donna. Tutto questo ha destato scalpore. Tanto da portare all’intervento del nostro governo. Il premier ungherese Viktor Orban ha rilasciato alcune dichiarazioni in seguito all’incontro con Giorgia Meloni. “Ho fornito alla Presidente Meloni tutti i dettagli”, ha spiegato Orban. “Ho chiarito che nel sistema ungherese il sistema giudiziario è completamente indipendente dal governo. L’unica cosa in cui posso essere a sua disposizione è l’ambiente del detenuto. Lì ho un’influenza legittima per garantire che venga fornito un trattamento equo, e prometto che verrà fatto. E che tutti i diritti saranno garantiti”.

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