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Tornano i tamponi. Covid, (ri)cambiano le regole: la decisione del ministero della Salute

Pubblicato il 09/09/2023 13:51
tornano tamponi cosa cambia

Non bastavano le mascherine e le nuove circolari del ministero della Salute sui vaccini, adesso tornano anche i tamponi. Non se ne esce più. Sembra di essere nel 2020, invece siamo nel 2023, ma qualcuno forse non se ne è accorto. O semplicemente non riesce a farsene una ragione. Mentre nessuno pensa più al Covid e gli dà la minima importanza, il successore di Speranza, Orazio Schillaci, fa un giro di vite sulle strutture sanitarie, ripristinando regole uguali per tutta Italia sui tamponi. Cosa cambia, dunque? Come spiega Il Fatto Quotidiano, i test tornano per gli accessi ai pronto soccorso e nei reparti e arrivano indicazioni anche per gli operatori sanitari. Ma vediamo nel dettaglio cosa cambia e chi deve fare attenzione. (Continua a leggere dopo la foto)
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La nuova stretta con cui tornano i tamponi è contenuta in una circolare dal direttore generale del ministero della Salute Francesco Vaia. Mentre ripartono gli allarmismi pilotati sulla curva epidemiologica e sulle nuove varianti, ecco che si ritorna alle vecchie regole. Si parla di nuovo di misure utili a salvaguardare i fragili, isolare i positivi ed “evitare il collasso delle strutture”. Il collasso, in realtà, è dell’intero Sistema Sanitario pubblico, come certificato da un recente studio della Fondazione Gimbe, in seguito al definanziamento della Sanità (con i soldi regalati a Big Pharma invece che agli ospedali). Dal 31 ottobre 2022 non era più obbligatorio il tampone all’arrivo in pronto soccorso, ma cosa cambia ora? Il ministero ha disposto che all’accesso scattino i test per chi presenta sintomi compatibili con il Covid. E non solo. (Continua a leggere dopo la foto)
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Tornano i tamponi, cosa cambia con la nuova circolare

Tornano i tamponi, dunque. Secondo la nuova circolare, i test dovranno essere effettuati anche per la “ricerca di altri virus” come quelli influenzali. Dovrà essere effettuato un tampone anche ai pazienti che dichiarano di “aver avuto contatti stretti con un caso confermato di Covid-19, con esposizione negli ultimi 5 giorni”. Sono per ora esclusi dall’obbligo di testarsi gli asintomatici, salvo che non debbano “effettuare ricovero o trasferimento in setting assistenziali ad alto rischio”, cioè reparti in cui ci sono pazienti immunocompromessi e fragili, strutture protette o Rsa. per le quali è “indicata l’effettuazione di test” per chi viene trasferito in una di queste strutture, in maniera programmata o di urgenza. Inoltre, gli operatori sanitari che “presentano sintomi compatibili” con il Covid dovranno “evitare di accedere” nei reparti di degenza e ambulatori dove ci sono pazienti fragili.

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