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Terza dose obbligatoria per i medici: circolari confuse, è caos negli ospedali italiani

Pubblicato il 14/06/2022 09:50

Un vero e proprio caos, quello esploso intorno alla figura dei professionisti sanitari non vaccinati ma guariti dal Covid. La conferma, ennesima, di una gestione scriteriata della pandemia, con il ministero della Salute di Roberto Speranza che continua a navigare a vista e contribuisce a una confusione mai così forte. Il motivo di tanto disagio? Due circolari apparentemente in contrasto l’una con l’altra che rendono difficilissimo capire come procedere con quei medici che si sono scoperti positivi al virus prima di ricevere la vaccinazione.

Un primo testo del 3 marzo 2021 sottolinea infatti come la vaccinazione vada effettuata “a 3 mesi di distanza dalla documentata infezione e preferibilmente entro 6 mesi dalla stessa”. Una seconda circolare del 21 luglio 2021 stabilisce invece che per i medici guariti la vaccinazione “venga eseguita preferibilmente entro 6 mesi dall’infezione e comunque non oltre i 12 mesi dalla guarigione”. Una discrepanza normativa che ha costretto la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo) a scrivere una lettera al ministro Speranza e al direttore generale della prevenzione sanitaria Giovanni Rezza per chiedere numi in merito.

Un caos che, come sottolineato da Flaminia Camilletti sulle pagine della Verità, non aiuta certo a risolvere la crisi dei camici bianchi in Italia: negli ultimi 3 anni c’è stata una vera e propria fuga dagli ospedali del Servizio sanitario nazionale, con oltre 21 mila medici che hanno abbandonato il proprio posto di lavoro. Tante le recenti segnalazioni di professionisti che, a causa della confusione normativa, si trovano in difficoltà: una dottoressa di Milano, per esempio, ha segnalato di aver ricevuto una segnalazione per effettuare il booster nonostante un medico immunologo le abbia sconsigliato di vaccinarsi viste le reazioni avverse alla prima dose. Nel frattempo ha contratto il Covid ed è guarita, ma nonostante questo il sistema sanitario continua a richiamarla all’obbligo di vaccinazione.

Il Coordinamento comitati guariti ha emesso nel frattempo una nota chiedendo che venga abolita la richiesta di sottoporre a vaccinazione chi ha già avuto il Covid: “Gli studi attestano che la carica virale dei soggetti guariti è bassa e comunque inferiore a quella dei soggetti vaccinati anche con booster”. Dalle parti del ministero della Salute, però, nessuno al momento si è dimostrato disponibile all’ascolto.

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