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“Social, basta censura europea”. Una piattaforma (finalmente) si ribella al controllo Ue dell’informazione

Pubblicato il 29/05/2023 15:04

Per la prima volta, un social network ha trovato il coraggio di ribellarsi ai diktat dell’Unione Europea. Si tratta di Twitter, che dopo una serie di botta e risposta a distanza con l’Ue iniziati mesi fa, ha deciso di arrivare allo scontro frontale: la piattaforma di Elon Musk ha infatti comunicato la volontà di ritirarsi dal codice di condotta europeo per combattere la disinformazione. A darne notizia è stato il Commissario Europeo per il mercato interno e i servizi Thierry Breton, che ha scritto: “Twitter ha lasciato il Codice di Protezione volontario dell’UE contro la disinformazione. Tuttavia, gli obblighi restano. Puoi tentare di scappare, ma non puoi nasconderti. Al di là degli impegni volontari, la lotta alla disinformazione sarà un obbligo legale a partire dal 25 agosto, quando il DSA entrerà in vigore. E il nostro team sarà pronto a rendere effettivo il regolamento”. (Continua a leggere dopo la foto)
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Di quale regolamento si tratta? Del Digital Services Act europeo, che come spiegato da Fanpage obbligherà le Big Tech ad adottare precauzioni e politiche trasparenti per contrastare la disinformazione sui social. Nella lista degli “osservati speciali” è stato inserito anche Twitter, che però ha deciso di fare un passo indietro e ribellarsi, non accettando di piegarsi al controllo unico europeo. (Continua a leggere dopo la foto)

Il DSA si pone l’obiettivo di regolamentare diversi settori, dalla concorrenza leale sul mercato, alla moderazione dei contenuti, e a partire dal 25 agosto obbligherà i legislatori a vigilare attentamente per garantire che i social non diventino una terra di fake news. Saranno introdotti limiti validi per tutta l’Unione Europea e che anche Twitter dovrà rispettare per rimanere operativo sul territorio, mentre saranno pronte sanzioni per chi non aderirà. (Continua a leggere dopo la foto)

social controllo ue

Un vero e proprio cappio al collo per i social che veicolano informazioni. Al momento facoltativo ma destinato a diventare obbligatorio con la fine dell’estate. L’Ue ha subito alzato la voce, cercando di mostrare i muscoli. Nelle scorse ore l’agenzia di stampa AFP ha riportato le parole di un funzionario della Commissione europea: “Se Elon Musk non prende sul serio il codice, allora è meglio che se ne vada”. Di passi indietro di Twitter, però, al momento neanche l’ombra.

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