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Gli italiani risparmiano di più, ma investono meno. Un’analisi tra certezze, paure e rischi al tempo della crisi

Quello che guadagno lo metto via o lo reinvesto? Meglio il materasso o il conto in banca? Si sa che da sempre l’Italia è un Paese che ama “mettere via”, risparmiare, non sprecare, con la logica del “perché non si sa mai…”. Ed ecco qua che secondo una recente analisi pubblicata sul Sole 24 Ore, emerge un quadro del nostro Paese ancora più orientato verso questa filosofia. Tanto risparmio, poco investimento. Le famiglie italiane stanno meglio, cresce la loro capacità di risparmiare e tornano ad aumentare i consumi. Nonostante questo, però, gli italiani preferiscono restare liquidi e non vogliono investire quanto riescono a mettere da parte.

Sapete perché? Nell’analisi si legge che “in gran parte ritengono che il risparmio non sia ben tutelato da chi è deputato a farlo”. Il quadro che è emerge non è troppo confortante se si considera che stiamo parlando del risultato dell’indagine commissionata ad Ipsos dall’Acri, l’associazione delle fondazioni di origine bancaria.

Entrando nel merito dell’indagine, il 59% degli intervistati ritiene la propria situazione personale soddisfacente o vive con una maggiore tranquillità (47%). Migliora la capacità di risparmio, evidenziata dal 42% del campione, mentre cala del 6% (al 16%) rispetto allo scorso anno il numero di famiglie che deve ricorrere a prestiti.

Il 79% del campione dichiara di poter fare fronte a spese impreviste di mille euro. Emerge una maggiore rilassatezza nei consumi: aumentano quelli legati alla telefonia (+16%) e ai farmaci (+34%), mentre si riduce la contrazione delle spese per la cura di sé (da -14 a -6%) e per il fuori casa (da -30 a -21%).

Scrive Laura Serafini sul Sole 24 Ore: “Ferma restando la predisposizione degli italiani per la liquidità (63% del campione, con buona pace di chi cerca di ridurre la propensione all’uso del contante). Sale al record storico dell’indagine (35%) la percentuale di coloro che pensano che non esista un investimento ideale; anzi l’ideale è non investire proprio oppure spendere i soldi”.

“E questa tendenza viene confermata anche se si indaga sui titoli considerati più sicuri, che vedono calare l’attrazione per loro di 6 punti percentuali, mentre restano stabili il ‘mattone’ (33%) e gli investimenti più rischiosi (7%)”.

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