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“Abbandonato dallo Stato”. Invalido dopo il vaccino, ecco la drammatica storia di Roberto (il VIDEO)

Pubblicato il 11/03/2023 09:25 - Aggiornato il 14/03/2023 17:20

La storia di Roberto Sciotta fa venire i brividi solo a leggerla. È una delle tante, ma anche una delle più significative sugli effetti avversi e i danni irreversibili provocati dal vaccino anti Covid. È stato lui stesso a volerla raccontare, da quando in quel fatidico 6 giugno 2022 è stato vaccinato. E a giugno di quest’anno, dopo un anno di dolori e lotte, verrà anche licenziato perché avrà esaurito l’anno di malattia. Ad agosto si apriranno dunque le porte della disoccupazione per un uomo reso invalido dal vaccino “imposto” dallo Stato, Stato che poi lo ha abbandonato. A leggere quello che ha colpito Roberto c’è da sentirsi male: fibromialgia, fenomeno di Raynaud, connettivite, vasculite cutanea, Sindrome di Sjogren e sclerodermia. Da quella puntura in poi, la vita di Roberto, 40enne autotrasportatore di San Nicandro del Gargano, è diventata un inferno: costretto a vivere nel letto, si sposta con delle stampelle speciali che non gravano sulle mani. (Continua a leggere dopo la foto)
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A Roberto Sciotta tutte le patologie sono state diagnosticate dopo il vaccino Covid. Roberto ora ha raggiunto la triste consapevolezza di non poter più tornare come prima, non potrà più guidare il suo tir, dovrà dipendere dagli altri. Il suo sfogo pubblicato in un video su Facebook è diventato virale, e ha aiutato tanti nella sua stessa condizione a uscire dall’ombra. Roberto ha poi rilasciato un’intervista alla Bussola in cui spiega: “Guidavo i camion frigo, ho girato con l’Italia in lockdown e mi sono reso conto di che cosa volesse dire un Paese fermo. Così, una domenica, di ritorno dal mare, ho deciso di partecipare a un open day. Ho fatto il Johnson monodose. Ho scoperto solo dopo che era un open day riservato agli over 40. Quindi perché a me non è stato impedito di prendere quel vaccino? È una delle cose che chiedo al governatore pugliese Michele Emiliano”. (Continua a leggere dopo la foto)
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Dopo il vaccino sono subito comparsi i primi sintomi. “La sera stessa avevo già un fortissimo mal di testa e dolore alle gambe unito al gonfiore. Ero sano come un pesce, facevo 30mila chilometri all’anno… Dopo la comparsa di vene varicose e puntini rossi avverto una sensazione di fuoco che non ho mai provato. Ho cercato di non darci peso perché al centro vaccinale mi avevano detto che questi potevano essere i sintomi di eventuali reazioni avverse temporanee. Invece… Stava iniziando il mio calvario che mi avrebbe cambiato per sempre la vita. Il giorno dopo mi faccio accompagnare al pronto soccorso di San Nicandro, mi visitano e non mi dicono niente di particolare, ma la dottoressa mi dice di andare all’ospedale di Padre Pio. Il 9 giugno sono a San Giovanni Rotondo: mi diagnosticano una linfoadenite con vasculite e mi somministrano eparina, per loro, in sostanza, è una reazione normale da vaccino. Niente di più. Invece io stavo sempre peggio”. (Continua a leggere dopo la foto)

Continua il racconto Roberto Sciotta parlando di dolori che aumentavano di giorno in giorno, salendo lungo gli arti superiori, fino alla schiena. Entra in malattia e il 18 giugno, torna in pronto soccorso a San Severo, dove gli danno del pazzo e lo accusano di essersi fatto influenzare dalla televisione. Inizia a entrare e uscire dagli ospedali per i giorni seguenti. Il 16 luglio non riesce più ad alzarsi, non muove più le gambe, diventa paralizzato. “È una delle possibili conseguenze del vaccino. Dopo dieci giorni di ospedalizzazione mi dimettono con una diagnosi di poliartralgie diffuse successive al vaccino e mi dicono di tornare a settembre dopo aver svolto la terapia. A settembre mi diagnosticano una fibromialgia successiva a vaccinazione”. (Continua a leggere dopo la foto)

Dice sconfortato Roberto Sciotta: “Io stavo bene, guadagnavo bene, avrei potuto permettere a mia figlia di fare degli studi dignitosi, ma ora quella forza lavoro non c’è più in casa mia. La mia pelle si indurisce, diventa sensibilissima al freddo perché ha subito una alterazione dei tessuti dei nervi periferici, soffro di spasmi, le dita delle mani sono ispessite, soffro di secchezza del cavo orale e oculare, in più fatico a riordinare certi pensieri. Si tratta di patologie autoimmuni correlate con la stimolazione del sistema immunitario“. Il dramma è che Roberto non può avere nessun tipo di riconoscimento, non può fare domanda di invalidità perché si tratta di patologie che non sono inserite all’interno dei Lea, quindi, non c’è un codice d’esenzione. “Il mio problema non è solo di salute, ma anche di come mantenere la mia famiglia“, dice. (Continua a leggere dopo il video)

Roberto Sciotta: “Cosa chiedo a Emiliano e allo Stato”

Che cosa chiede ora Roberto Sciotta alle istituzioni? Dice alla Bussola: “Anzitutto alla Regione Puglia e al presidente Emiliano: perché mi avete fatto fare un vaccino che in quel momento non avrei dovuto fare? Allo Stato vorrei chiedere di guardarmi: le mie patologie sono tutte croniche e invalidanti, io so già che la mia vita è destinata ad essere così per sempre, sono giovane, ma il Roberto di prima non c’è più: si è fermato per sempre il 6 giugno”. Solidarietà a Roberto e alla sua battaglia. Che al contrario di quello che raccontano i media di regime, è una battaglia di tanti, tantissimi.

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