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Gas, il razionamento dell’Ue che piega l’Italia: perché il piano dell’Europa è una catastrofe

Pubblicato il 10/05/2022 12:53

Se la Russia dovesse interrompere le forniture di gas, per l’Italia sarà una tragedia, e arriverà all’inverno con gli stoccaggi vuoti. Come faremo dunque? Si sta diffondendo la malsana convinzione che arriverà in nostro aiuto l’Ue, ma l’Ue, come sempre, diventa in realtà un problema in più. Bruxelles ha già studiato le contromisure nel caso in cui Putin decidesse di chiudere i rubinetti del gas da un giorno all’altro. E qual è la soluzione? Il razionamento dei combustibili, ossia la redistribuzione dei contraccolpi dovuti alla mancanza di gas su tutti gli Stati membri. (Continua a leggere dopo la foto)

Si tratta essenzialmente di un piano di risparmio energetico e di “solidarietà” che dovrebbe essere approvato il prossimo 18 maggio e che il quotidiano spagnolo El Pais è riuscito ad anticipare. Ripreso da Libero, il piano prevede che gli Stati membri che possono contare su fonti d’approvvigionamento alternative le condividano con i Paesi più colpiti dallo stop alle forniture. “In più nel programma della Commissione Ue, si prevede pure un razionamento energetico che partirebbe dal settore industriale e che dovrebbe essere applicato in maniera che le imprese di un Paese a pieno regime non abbiano un vantaggio competitivo rispetto a quelle dei Paesi colpiti dalle decisioni di Mosca”. (Continua a leggere dopo la foto)

E per cercare di evitare il razionamento, diversi Paesi europei hanno già iniziato ad adottare misure di contenimento dei consumi, che vanno dalla spinta ai trasporti pubblici all’abbassamento del termostato negli edifici, nei servizi pubblici o nelle piscine. “Ma visto che il rischio di un’emergenza energetica diventa sempre più concreto, Bruxelles userà la normativa sulla sicurezza dell’approvvigionamento, in vigore dal 2017, per imporre misure che garantiscano forniture di gas sufficiente ai clienti protetti (famiglie e servizi sociali essenziali) in tutti i Paesi e che mitighino le condizioni economiche e sociali”. (Continua a leggere dopo la foto)

Conclude Libero: “Quindi gli Stati che dovessero trovarsi ad affrontare criticità possono invocare la clausola di solidarietà che obbliga i Paesi vicini ad aiutarli. Insomma se l’Italia riempisse gli stoccaggi più di Germania o Francia non avrebbe vantaggi visto che, con la clausola solidale, dovrebbe girare il gas a chi è più in crisi.

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