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La profezia su Putin. Lucio Caracciolo sgancia la bomba in Tv: “Tra qualche anno Vladimir Putin…”

Pubblicato il 07/06/2022 08:22

Lucio Caracciolo, direttore di Limes e esperto di geopolitica, è stato ospite a “Otto e mezzo”, il programma di approfondimento giornalistico di Lilli Gruber condotto eccezionalmente da Giovanni Floris per indisponibilità della giornalista, per commentare gli ultimi sviluppi della guerra in Ucraina. Caracciolo è stato molto diretto e ha avanzato una profezia inaspettata: “Putin tra qualche anno non sarà più il capo della Russia”, afferma più che sicuro generando curiosità negli ospiti in studio e nel pubblico a casa. Ma facciamo un passo indietro. L’ambasciatore Ettore Sequi, segretario generale del ministero degli Esteri, ha convocato alla Farnesina, su istruzione del ministro Luigi Di Maio, Sergey Razov, ambasciatore della Federazione Russa in Italia. (Continua a leggere dopo la foto)

Come riporta Il Tempo, Sequi ha respinto con fermezza le accuse di amoralità di alcuni rappresentanti delle istituzioni e dei media italiani. Lo scontro diplomatico è nato dalla circolazione di opinioni che individuano un’ondata di russofobia tra i giornalisti del nostro Paese. Proprio Luigi Di Maio, ministro degli Affari esteri, ha affermato senza mezzi termini: “È inaccettabile che la Russia dia lezioni di libertà all’Italia. I media stanno raccontando la guerra e che la Russia è l’aggressore”. Chiamato a esprimersi proprio su queste recentissime vicende, Lucio Caracciolo ha usato parole poco fraintendibili: “Siamo storicamente uno dei Paesi più filorussi. Gli effetti della propaganda sono più negativi che positivi”. (Continua a leggere dopo la foto)

Aggiunge Caracciolo: “Dopo più di 100 giorni di una guerra delle opinioni, la nebbia si sta alzando e si sta iniziando ad analizzare il conflitto in maniera concreta”. Caracciolo ha poi rincarato la dose, facendo riferimento alle dichiarazioni rilasciate più e più volte da Matteo Salvini sulla guerra russo-ucraina: “I russi non ci prendono sul serio. Stiamo discutendo di propaganda. Vogliamo invece parlare di guerra, di pace, delle ragioni che muovono le due parti?”. All’improvviso il pronostico impensabile: “Cerchiamo di capire la Russia piuttosto di Putin. Probabilmente tra qualche anno non sarà più il capo del Cremlino”. (Continua a leggere dopo la foto)

Floris ha chiesto se la posizione dell’Italia nello scacchiere mondiale e nei confronti del conflitto in Ucraina fosse frutto di un miracolo o la prova di un vagheggiamento. Il direttore di Limes ha risposto senza timore: “Esiste un piano di pace proposto dal nostro governo. Io credo che la traccia buttata giù dal Ministero degli Esteri non sia molto diversa da quella che verrà proposta al tavolo delle trattative”.

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